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| Ristorante Monte via Montalbano 75, Rovigno (Istria) tel. e fax 00385/52/830203 restaurant@monte.hr Chiusura: non la fa costo (vino escluso): 50 € Punteggio in guida: 1 Stella
Questa volta, "esco" dall'Italia e mi sposto in Istria (terra, ricordo, inclusa, insieme a Canton Ticino ed Engadina, nella guida ai ristoranti), destinazione Rovigno. La città è molto romantica, sospesa tra mare e terra, con vie strette, case alte, piccole piazze (esclusa la grande sul porto), scorci panoramici fiabeschi, tutta da camminare. La chiamano – per l'"atmosfera" e per alcune "testimonianze" architettoniche - la piccola Venezia. È dominata da un monte su cui è stata edificata la grande Basilica, in stile barocco veneziano, di Santa Eufemia (qui risposano, giunte nel 1800 da Costantinopoli, le spoglie della Santa, cui è anche dedicata una gioiosa festa popolare, il 16 settembre). Il monte puoi raggiungerlo da più di una via (la camminata non è così faticosa); se sali da via Montalbano, inferiore e parallela alla centrale, arrivi al ristorante Monte appunto, vicino al campanile della chiesa. Il locale è di ambientazione moderno-elegante, ben curato e, anche per il garbo di chi riceve, accogliente. Lo conducono lo chef Danijel (Dado) Dekic e la moglie Tjitske (nome difficile da pronunciare) Brusse, d'origini olandesi e sommelière; oltre che bravi - lui in cucina, lei in sala - hanno creato intorno a sé - lo avverti "nell'aria" - valida squadra di collaboratori. La cucina mi ha molto sorpreso, per inventiva, armonia, "pulizia"; sia di pesce (soprattutto) sia di carne, è creativa ma non cervellotica, e la composizione dei piatti di sostanziale semplicità, seppur siano usate anche tecnologie d'avanguardia. Meglio delle mie parole, i piatti di cui do alcuni esempi: carpaccio di scampi, sorbetto di mele verdi e chips di pancetta istriana; composizione di melanzane, pomodori, ricotta istriana, basilico e olio extra vergine d'oliva; zuppa cremosa al sedano con rotoli ripieni di salsa al tartufo nero; mezzo astice affogato, seppie croccanti, ratatouille ai funghi e canestrelli, salsa di zafferano; medaglioni di maialino (cotto 36 ore), cavolo cappuccio saltato, fagioli di Spagna e tartufo nero; crostata di mele, gelato alla cannella e uva passa al Moscato di Momiano; "il" limone (torta, gelato, gelatina e schiuma). Da non perdere i gustosissimi burri aromatizzati (e pazienza per il colesterolo!), e il pane casereccio. Molta attenzione è risposta nella scelta degli oli (va detto che ne producono uno anche loro e merita assaggio), così come nei formaggi. Le materie prime istriane sono centrali negli acquisti di Danijel; più che giusto, oltre che per ragioni di campanilismo, per il valore delle stesse, che non possiamo non riconoscere. Stesso discorso per la cantina che conta varie, interessanti bottiglie (di Malvasia e non solo).
Gian Arturo Rota
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