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In guida e non solo
 
 
Dattilo
Strada statale 106, km 2, Strongoli (KR)
Tel. 0962/865613; info@dattilo.it
Chiusura: lunedì, martedì e mercoledì, solo d'inverno; costo (vino escluso): 52€
Punteggio in guida: 1 stella

Nel suo libro Il potere dei sogni, Sepulveda, idealista illuminato, scrive: "… o i sogni sono accompagnati da una grande audacia o smettono di essere sogni".
Se penso a Roberto Ceraudo e alla sua storia, queste parole mi paiono su misura per lui, lui che i sogni, come Sepulveda, li ha inseguiti con l'ostinata convinzione che non fossero un pensiero inutile o illusorio. La vita non gli ha dato torto (il che non vuol dire aver avuto tutto facile) e lui, grato alla vita, non ha mai smesso di rincorrerli, i sogni.
Ha iniziato nel 1973 con l'acquisto, nella campagna di Strongoli – pochi chilometri dal mare, lungo la costa della Calabria ionica - di una tenuta di 60 ettari, di cui fanno anche parte un casolare del 1600 e, coeva, deliziosa chiesetta. La superficie su cui si estende è suddivisa tra ulivi (secolari, disposti in un'emozionante "parata"; il più antico, nel giardino, è millenario), vigneti (vitigni sia locali, magliocco, mantonico e greco, sia internazionali, chardonnay e cabernet sauvignon) e agrumeti (arance, mandarini, limoni). Negli anni, la tenuta si è trasformata in azienda agricola, agriturismo (conta 8 appartamenti arredati in stile contadino e confortevolissimi) e ristorante, insomma una sorta di "chiave d'accesso" per la conoscenza dell'ospitalità, della terra, delle genti, dei cibi e dei vini calabresi.
C'è una ragione in più perché Roberto possa continuare a sognare: la certezza della continuità, da che i tre simpatici figli, cresciuti tra varie esperienze, hanno scelto di seguirlo: Giuseppe nelle attività agricole (diciamo un suo alter ego); Susy in quelle manageriali (laurea in Economia Aziendale), Caterina, quasi enologa, in quelle vinicole appunto.
Ora – anche per coerenza con la rubrica – spazio al ristorante, Dattilo, che porta il nome dell'omonima contrada e che è, importante sottolinearlo, aperto non solo a chi qui soggiorna. Si trova nei locali dell'ex-frantoio, è in stile rustico-elegante (si alternano pietre e legno) e di serena accoglienza. La linea di cucina è data da Francesco Rizzuti (patron dell'Antica Osteria Marconi di Potenza, cuoco di consolidata bravura); una linea creativa (per invenzione e sensibilità, e non per ricorso alla tecnologia) che poggia sull'utilizzo – quanto più ampio possibile – delle materie prime prodotte in azienda e non trascura tuttavia – dialettico il confronto tra me e Roberto su questo tema - quanto appartiene alla cultura gastronomica calabrese.
Se il nostro sud è sempre più vincente, merito lo dobbiamo all'intraprendenza di operatori come i Ceraudo, che sanno guardare avanti consapevoli della centralità della terra e dei valori della loro.


Gian Arturo Rota

 



 
 
 

 
 
   
 
 
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