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| Osteria del Cucco Via Betto de' Medici 9 Tel. 0722/317412. Chiusura: domenica sera e lunedì; costo (vino escluso): 27€ Punteggio in guida: Fiore e Cuore
A Urbania, cittadina dell'entroterra collinare pesarese dal bel borgo trecentesco, circondata dal Metauro e così chiamata in onore di papa Urbano VIII, vieni per fare visita all'oratorio del Carmine, al Palazzo Ducale (conserva incisioni di Durer e Rubens, oltre a disegni di Tintoretto e Ghirlandaio), alla cattedrale di San Cristoforo e, ancor più, alla chiesa dei Morti, da che all'interno di quest'ultima è il cosiddetto Cimitero delle Mummie: 4 uomini e 3 donne conservati (per il curioso, anche un po' macabro, fenomeno di mummificazione naturale) e tenuti dritti in appositi loculi. Conclusa la camminata turistica, fermati (ma è meglio prenotare prima) all'Osteria del Cucco, ove è deliziosa gente di fornelli, Donatella Bendelli, cuoca/patronne, in primis. Il luogo è raccolto, semplice, ma caldo e vivo, pochi tavoli (d'estate ne predispongono alcuni – a fare da dehors – anche sul vicolo, scena di memorie neorealiste); piccola è anche la cucina ma da qui escono magie; piatti schietti, senza fronzoli, rigorosamente nella tradizione e a seguire le stagioni, tra cui: gli antipasti caldi e freddi (ad esempio: salame e prosciutto di loro preparazione; crespella di farina di riso con ricotta e peperoni; insalata d'orzo con fave, torta di zucchine e nocciole; crostate salate); cappellacci ripieni di ortica e borragine con fiori di zucca; tagliolini con finocchio selvatico e pan grattato abbrustolito; coniglio in porchetta con finocchio (alla versione farcita con strigoli, Veronelli assegnò, nell'edizione 2004 della nostra guida, il Sole); faraona con olive nere, bacche di ginepro e aceto balsamico; crostata con marmellata di prugne; crocchetti, biscottini con nocciole, uvetta e miele. «L'osteria è la mia casa, per me è come ricevere gli ospiti a casa», esordisce serena Donatella; certo, parole già sentite altrove, ma queste sono dette al di fuori di ogni retorica, perché Donatella accoglie con autentico sentimento familiare; fa sempre due chiacchiere con ciascun ospite, rassicura e cucina con amorevoli cure; e «se una sera non ho voglia di cucinare, tengo chiuso» (senti quant'è rivelatore l'anagramma, composto dal nome del locale e di Veronelli: "Se vuole c'è. Allor, credi, conti"). Aiuta, in sala, la figlia Giuditta, giovane, di fresca bellezza e simpatia, spigliata, in linea con gli "intendimenti" materni. Quanto ai vini, puoi scegliere tra qualche bottiglia marchigiana e il Sangiovese di casa, di gradevole beva. A proposito: cucco, nella nostra lingua, sta per vecchio, ma nel senso di persona prediletta, di beniamino all'interno di un gruppo. Quel che accade in quest'osteria; nome più azzeccato non potevano.
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