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| Rispoli – Indirizzo Enogastronomico località Sigliano, via dei Tavoloni;, San Cipriano Picentino (Salerno) Tel. 089/862190; pietro.rispoli@alice.it Chiusura: domenica sera e lunedì; costo (vino escluso): €58 Punteggio in guida: 2 stelle
"Materie prime, materie prime, materie prime. Queste fanno la differenza. Io utilizzo buona parte del mio tempo, anche libero, per andare a cercarle, e a cercare le migliori (soprattutto nell'entroterra campano e lucano, n.d.r.), perché chi viene nella mia Casa deve essere convinto anzitutto dalla qualità degli ingredienti e poi perché non concepisco la cucina senza questa imprenscidibile prerogativa". Parole di Pietro Rispoli, ingegnere navale per formazione, ristoratore per vocazione, chef-patron di questa Casa; è uomo di viva simpatia, acuto intelletto, avvertita moralità (professionale e no). Assistito, anche "tenuto a freno", dalla famiglia (famiglia: che gran vantaggio nell'odierna ristorazione): moglie Luisa (dolce e ferrea a un tempo) in sala, le figlie Annamaria e Mariarosaria (si dividono tra gli studi di avvocatura e, tra sala e cucina, il ristorante), e dal collaboratore storico, un sodalizio di 20 anni, Antonio Frusciante. I piatti sono in linea con le affermazioni di Pietro, tanto da farmi ricordare l'aforisma di Oscar Wilde: "Se si dice la verità, si è sicuri, prima o poi, di essere scoperti". Cito, ad esempio (perché variano secondo quanto il mercato, la terra e il mare danno): sinfonia di melanzane (io vado matto per le melanzane); il raviolo (ripieno di ricotta); fettuccine con tonnetto, vongole e peperoncino verde; caprese di triglie; sfogliata aperta con crostacei su letto di fagioli e frutti di mare; l'agnello (dell'entroterra). Ho poi avuto il privilegio dell'assaggio, oltre che di una sdilinguevole mozzarella (rigorosamente cilentana; io ho provocato Pietro: "ma è casertana?"), di una soppressata - anche cilentana, stagionata in budello naturale e… non in menu - da svenimento (colore vivo, compatta, morbida e una dolcezza contrastata da magistrale dosaggio di aromi, pepe in primis). Stesso spirito di ricerca e selezione per i vini, non solo, ma senza esagerazioni, campani. Il ristorante è all'interno – in ala indipendente – di Villa Rizzo-Masseria delle nocciole, un piacevolissimo resort di proprietà della famiglia Rizzo (farmacisti di Positano); a pochi chilometri da Salerno, in luogo quieto e contornato appunto da noccioleto, con piscina in suggestiva posizione (vista sui monti e i paesi picentini) e centro benessere ben organizzato (massaggi e trattamenti – preparate, brave e simpatiche le ragazze che se ne occupano - idromassaggio, sauna, bagno turco); citazione speciale per le marmellate caserecce (chapeau, signora Rizzo) della prima colazione, tra le più buone mai assaggiate.
Gian Arturo Rota
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