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SUOI PENSIERI
 
Di quando in quando, abbastanza sovente, le informazioni - sia pubbliche, sia private - si occupano di alcolismo e di sottomissione al problema alool.
Il dato certo - inoppugnabile - è che l'uso di alco, inteso - come vogliono far intendere - come vino, non ha mai affaticato, anzi li ha spronati, i geni della cultura italiana, da Leonardo Da Vinci a Galileo Galilei, ai ben più giovani Gianni Brera e Umberto Eco.
Vorrei anch'io ci fosse una prevenzione contro l'alcool, ma nei termini reali. Se qualcuno inizia a fumare è, di contro, quasi certo che non smetta di farlo, qualsiasi siano le pressioni e le cure.
Ciascuno di noi ha incontri con il vino - non solo privati . ma pubblici. Quasi certo questi contatti non si mutano in vizio. E' una chiara questione conclamata dai dati percentuali. Se uno inizia a fumare è quasi certo che continuerà (anche questa è una chiara verità conclamata).


I giovani - anche quelli che ho più cari e vicini, i nipoti - sono "occupati" dai media. Gli insegnano con ignominosa vergogna ad avere timore di Dio, ad ammirare le armi, a cercare il danaro. Avessi un solo minuto, li farei salvi e sereni con la sola nozione inconfutabile: l'anima di ciascuno di loro (e di noi) è la terra.


Non v'è grandezza più grande del proprio pensiero.

Il valore del gesto. Che non compi per altri, in esibizione. Lo compi per te.

Nei secoli la "saggezza popolare" ha stabilito proverbi e ammonizioni. Uno, latino, mi è particolarmente inviso: pecunia non olet. Il danaro puzza, eccome.

Non riesco a trovare altro sinonimo al verbo vivere che comunicare.

Quanto è assurda la paura di morire.
Muori nel momento in cui, per vecchiaia, o peggio malattia, o peggio ancora accidente, non hai più la capacità di vivere (comunicare).
La morte in ogni caso, e soprattutto per malattia e accidente, è una morbida astrazione. In netto contrasto con diavoli ed iddii.

... Le guerre, le violenze, le tragedie continueranno sino a che prevarranno fedi contro  la sola fede: dell'uomo per l'uomo. Abbiamo in noi, ciascuno - come ogni altro animale e come gli altri organismi viventi - le nostre capacità e possibilità.
E' a queste che dobbiamo richiamarci, momento per momento, per arrivare alla consapevolezza, alla tolleranza, alla non violenza e alla pace.
La consapevolezza soprattutto della vita, solo materiale, il che non toglie, anzi moltiplica, il dovere dell'etica e della socialità.

Delle donne - in generale (e in particolare) - conosco i più intimi nei.

La qualità del vivere. A 76 anni alcune delle attitudini a sottolinearla tendono ad attenuarsi e io non ci sto. In particolare la vista - ho una grave malattia ai nervi ottici - che impedisce la trasposizione al cervello di ciò che osservo. Intorno alle cose e agli animali, tra cui l'uomo, è come se si fosse posta una nebbia e si fa, di giorno in giorno, più fitta.
Ho un bel dirmi: "Attento, è alla fine, solo tuo, un privilegio; l'impasto dei colori e delle forme è tale che, fossi un pittore..."
Non ci sto.
Continuo il mio lavoro, lo scrivere, convinto che sia utile all'altro, ed è una delle due ragioni. L'altra è la musica. Mi dà disposizioni tutt'affatto nuove a pensare e a recepire. In ciò non invecchio, ma ringiovanisco.
Percorro altre strade - sino a qualche tempo fa, l'inizio della mia malattia, appena intuite - dell'emozione, dell'affetto e dell'intelletto.

Di statistica so nulla. Ma una scommessa la farei. Che la proliferazione delle armi e delle nascite, sia, nei millenni, parallela.
L'unica possibilità di salvezza per la terra (qui il lemma coincide con umanità) è la distruzione delle armi e la limitazione della natalità.

Quando mi dicono maestro, subito m'oppongo: non mi sento maestro per la sola ragione che non ho mai utilizzato le mani se non per tenere una penna. Le mani, così individuali (la destra ha propositi suoi, così come la sinistra, ed a volte contrasto, addirittura al pensiero) vogliono l'amorosa contiguità con la terra e i suoi strumenti, e con gli oggetti, di contro, più sofisticati.
Maestro di vita. Con molto timore, penso di esserlo.
Ho lavorato molto e desidero continuare sino al raggiungimento dei miei obiettivi. Ho commesso errori - lievi debbo dire - mai col proposito malizioso.

La necessità, giorno via giorno, di sottrarsi a quanto sta per succedere.
Capire: l'unica possibilità è in un impegno sempre maggiore e più coraggioso.






 



 
 
 

 
 
   
 
 
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