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| Osteria del Pomiroeu via Garibaldi 37, Seregno (Milano) Tel. 0362/237973 Chiusura: tutto lunedì e martedì a mezzogiorno
Giancarlo Morelli è, come me e il nostro comune amico Gigi Tornari (direttore delle news di RTL), bergamasco. Uno che lavora sodo, tanto sodo da aver ricevuto, pur giovane, l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica nel 2005; uno che guarda alle lancette dell'orologio soprattutto per controllare i tempi di cucina; uno forse un po' burbero (e generoso di cuore), ma leggiadro nei tours de main ai fornelli; uno, infine, cui piace la concretezza, ma che è anche capace di teorizzare. A proposito di tours de main, Giancarlo rivendica fondamentale la formazione francese - 2 anni presso chef del calibro di Troigros, Vergé, Loiseau – e l'esperienza da Angelo Paracucchi (cuoco tra gli indimenticabili del Novecento). Va detto però, che prima si è fatto le ossa nelle cucine della Pacific Princess, e io ritengo – lui conferma - che le navi da crociera siano una palestra eccezionale, soprattutto dal punto di vista dell'organizzazione della brigata.
Ha aperto il Pomiroeu nel 1993, all'interno d'una vecchia casa seregnese con bella corte estiva (pur elegante il locale, "tracce" dell'osteria sono rimaste); ha iniziato con una cucina più classico-tradizionale di quella odierna, ma già con i segni di una volontà creativa; riconoscibile, per esempio, negli accostamenti inusuali tra le materie prime, nell'uso di salse studiate con puntiglio, anche dal punto di vista cromatico, sull'ingrediente centrale, negli esperimenti sulle cotture per conservare al meglio i sapori. La creatività ha preso negli anni il sopravvento, forse non è stata una scelta del tutto consapevole; a lui piace cucinare e, nell'esercizio quotidiano, ricerca nuove armonie, sfida la rigidità delle regole, aggiunge aromi e abbellimenti (ha viaggiato il mondo e un po' di mondo c'è in ogni suo piatto), quasi più per istinto. Così che una stessa proposta, quando ripetuta, non è mai completamente uguale a se stessa.
Do dei piatti, mescolando quelli del mio assaggio con quelli tra i più recenti: spalla di San Secondo con caprino morbido, scalogno al sale e Vin Santo (lui la serve cruda, contro l'abitudine di offrirla cotta; unica mia perplessità lo scalogno, soffoca un po' la naturale dolcezza della carne); cappesante, melograno e acqua di pomodoro; risotto al casera giovane e timo con carpaccio di filetto marinato (una cottura da 10 e lode); lingua di vitello con gelato di salsa verde e acciuga con cono di verdure all'agro; trippa e foiolo in cottura morbida con verdure; dolci sul giorno. Il pane è preparato casa, in varie versioni. Lodevole la scelta dei formaggi; ben fornita la cantina, ben fatta (anche per le presenze estere) e chiara la carta.
Punteggio nella guida 2008: due stelle
Gian Arturo Rota
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