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In guida e non solo
 
 
Guidopereataly/Casa Vicina
via Nizza 224, Torino
Tel. 011/19506840
Chiusura: domenica sera e lunedì (aperto la sera, la domenica a mezzogiorno)

Per chi ama cibi e vini, Torino ha una ragione in più per una sosta gastronomica: Eataly, lo "store", vicinissimo al Lingotto, ideato dall'imprenditore (e che imprenditore!) Oscar Farinetti, con la collaborazione, quanto alla selezione dei prodotti, di Slow Food.
Nella mia visita, mi ha colpito, più che le puntuali proposte (ciò era atteso), la concezione delle aree tematiche, 7 (pesce, carne, verdura e frutta, birra, vino, formaggi, salumi): oltre alle specialità in vendita, ciascuna ha un proprio "ristorantino", molto informale, in cui mangi i medesimi cibi proposti ai banchi.
Un fatto, come dire, rassicurante e un intelligente incentivo all'acquisto.
Alla supervisione dei ristorantini, nientepopodimeno che Piero Alciati, membro della storica famiglia che in Costigliole d'Asti ha creato, con l'insegna da Guido (il capostipite, mancato nel 1997), un autentico mito della ristorazione internazionale.

Nella galleria sottostante (ove sono collocati l'enoteca e i presidi "slofudiani") v'è anche il ristorante Guidopereataly/Casa Vicina: pochi tavoli, d'essenziale eleganza, dall'interessante cantina. Il nome sottolinea l'unione di due "marchi", ma il locale è gestito autonomamente dai fratelli Vicina: Claudio (in cucina, con moglie Anna) e Stefano (in sala), che qui sono arrivati un po' per caso un po' per volontà (elementi spesso compagni nella vita). Vengono da Borgofranco d'Ivrea, si sono fatti le ossa nel ristorante di famiglia, poi, qualche anno fa, il grande passo in città, in via Massena. Non facile, non lo è mai per nessuno, anche se loro si sono difesi benissimo, perché sono ragazzi seri, rigorosi, metodici.
La cucina è classico-piemontese, anche creativa ma misurata e meditata; si è nel tempo ingentilita, nei termini di un dosaggio più equilibrato degli ingredienti e di un perfezionamento dell'estetica; ma resta, e per questo molto mi piace, di sostanza, di esaltazione dei sapori originari (del canavese in primis).
Piatti a mio avviso imperdibili: i batsoà (piedini di maiale fritti) al pane profumato; foglia di cavolo verza di Montalto ripiena e passata di broccoli; gli agnolotti vecchia Eporedia (l'antico nome di Ivrea) pizzicati a mano al sugo d'arrosto (chiedi di assaggiarli anche nella versione "nuda", senza condimento); il baccalà mantecato; il rognone alla coque, vellutata di senape e aglio in camicia; il fritto misto piemontese. Tra i dolci, quelli al cucchiaio (io ho assaggiato la granita antica formula Carpano; a proposito: ai piani superiori di Eataly, è stato allestito il museo proprio della Casa divenuta celeberrima con il successo del Punt e Mes).

Punteggio nella guida 2008: 1 stella

Gian Arturo Rota


 
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