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La curiosità
 
 
È appena stato ripubblicato da Elèuthera (noi siamo contenti e ringraziamo per la scelta di rieditarlo) il volume Vietato vietare - 13 ricette per vari disgusti, di Luigi Veronelli e uscito in prima edizione nel 1991.
Veronelli si è divertito a raccogliere, con lo spirito provocatorio sempre presente in lui, alcune ricette (autentiche) che, pur essendo considerate leccornie in alcuni paesi, assumono carattere disgustoso per il nostro immaginario alimentare. E così scopriamo come si preparano i topi con il riso di Valencia, il ragù di dromedario, gli involtini di bruco al cartoccio, lo spezzatino di scimmia, l'"hutspot" a base di gatto, tra le altre.
L'intento precipuo è di scardinare – facile o difficile? - il concetto di proibizione in ambito alimentare: l'antropologia ha registrato numerosi divieti in fatto di cibo, tentando di spiegarli sulla base di determinate norme igieniche, dietetiche, ecologiche, religiose, tramite tabù totemici, privilegi sociali, etc., ma ciò che appare chiaro è l'arbitrarietà di queste proibizioni, che mutano secondo luogo, cultura e tempo, tanto che neanche il forte tabù della carne umana ha valore universale (come ricorda Veronelli stesso nella sua introduzione). La considerazione che ne consegue (e su cui Veronelli spinge a riflettere) è che i divieti in ambito culinario sono associati alla volontà di mortificare, costringere e imbrigliare il piacere del corpo, di negargli libertà.
La postfazione di Andrea Perin aggiorna, a distanza di quindici anni, il discorso dei nostri gusti e disgusti in piena globalizzazione (anche alimentare), e conferma quanto questi siano mutevoli e condizionati dal tempo e dal luogo in cui viviamo. Ciò che faceva orrore ieri, infatti, ora è spesso diventato buono, mentre magari domani sarà banale e scontato; allo stesso modo, nuovi disgusti stanno entrando nella civiltà occidentale (basta pensare al rifiuto della carne che accomuna i sempre più numerosi vegetariani, o ancora al disgusto verso tutto quanto è grasso in una società dove la magrezza è sempre più sinonimo di bellezza).
Una lettura leggera e piacevole, per prendere coscienza che nulla è disgustoso in assoluto; accettare o rifiutare un cibo è in gran parte un fatto personale. Dunque, diviene fondamentale saper scegliere, usare il proprio arbitrio con consapevolezza, perché anche il semplice atto di mangiare (o meglio, di scegliere cosa mangiare) ha le sue conseguenze nei riguardi della società, dell'ambiente e dei produttori.

Vietato Vietare, 13 ricette per vari disgusti, Luigi Veronelli, Elèuthera, Milano 2007, € 9

www.eleuthera.it

 
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