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| Al Palazzino a Casa di Lucia via Roma 29, Galliera Veneta (Padova) tel. 049/5969224 Chiusura: martedì sera e mercoledì Costo (vino escluso): 50€
Nel linguaggio della psicologia, esiste la parola, quasi sconosciuta nella lingua italiana, resilienza. Sottintende la capacità dell'individuo non solo di resistere di fronte alle avversità, bensì di affrontarle – l'uomo ha risorse inimmaginabili, è la consapevolezza di ciò che gli può mancare – e di ricostruirsi; insomma, sottolinea la voglia di continuare a vivere nonostante le ferite della sofferenza. Penso a Lucia Pavin, donna dolce ed energica ad un tempo (è stata eletta "Mamma dell'anno 1986", premio creato dalla Fondazione don Gnocchi, di Milano), e la considero una delle persone più "relisienti" che conosca (ha perso tra l'altro, un figlio quando questi era ancora molto giovane, e per un genitore è il dramma peggiore): ha una forza d'animo e una determinazione nel guardare avanti davvero ammirevoli.
Il suo ristorante, in bella villa circondata da verde giardino e rigoglioso orto, è in terra di campagna e di fabbriche, sulla strada che porta nelle terre del Grappa (a nord) e del trevigiano (ad est). È un locale classico, di garbata eleganza e molto familiare (qui non è retorica affermare che è come entrare e stare in casa, tanto è sentito, al di là della professionalità del servizio, lo spirito d'accoglienza; se non fosse, mai e poi mai Lucia lo avrebbe scritto nel nome). In cucina stanno lei (dice di "essere nata con il mestolo in mano e che cucinare è l'arte dei sentimenti", ha fatto apprendistato anche da alcuni mostri sacri quali Roger Vergé e Paul Bocuse) e, ai dolci, la figlia Nancy, che ha buona mano (mano che si ingentilisce sempre più) e instancabile dedizione (non si staccherebbe mai dal banco di lavoro). È una cucina classico-tradizionale, se vogliamo attribuire una categoria d'appartenenza, sostanzialmente semplice.
Nei piatti, sono protagonisti gli animali da cortile (galline su tutti, orgogliosamente allevate da loro "allo stato brado") e ingredienti pressoché tutti dei luoghi attorno (dai salumi al burro alle verdure alle erbe); gli uni variano secondo la disponibilità (c'est à dire la stagione) degli altri. Tra le mie predilezioni: uovo in salsa di fegato e tartufo nero di Norcia; ravioli di cappone al radicchio trevigiano; faraona ripiena alle erbe e al tartufo nero (valse a Lucia il sole veronelliano nell'edizione 2001 della nostra guida); i bolliti; le crostate (va detto che la frutta è delle loro piante e che con la stessa confezionano generose, glicemiche marmellate o conserve), le torte, la piccola pasticceria. Meritano inoltre assaggio i salumi (soppressa, prosciutto e coppa), fatti in casa, e i formaggi (sia di vacca sia di pecora sia di capra) degli alpeggi Passo Brocon, Malcesine e Scrigno. L'altro figlio di Lucia, Alessandro, che sta in sala, si occupa della cantina e la scelta, anno via anno, si fa più salda, convinta e armonica.
Punteggio nella guida 2008: 88 centesimi
Gian Arturo Rota
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