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| 16 premi per i migliori operatori dell'enogastronomia italiana e internazionale.
Milano, 9 Luglio 2007 Nella solenne cornice del Teatro dell'Angelicum di Milano si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Luigi Veronelli, alla seconda edizione, istituito da Class Editori e da Veronelli Editore in onore del più grande scrittore e critico italiano di enogastronomia. A ritirare i riconoscimentil Premio, gli operatori - comunicatori e tecnici - del mondo dell'enogastronomia italiana e internazionale ritenuti particolarmente meritevoli dall'ampia e composita giuria.
Le 16 categorie (di cui alcune con doppia accezione: junior e senior), rappresentano sottolineano la poliedricità di Luigi Veronelli, la sua prolifica produzione sui fronti del gusto e dello stile, della letteratura e della filosofia, dell'estetica e dell'impegno sociale e civile a favore; e ricordano della genuinità e della trasparenza quante battaglie . Così comeha dovuto sostenere le battaglie per l'affermazione della qualità e la difesa dei piccoli (vignaiuoli, ristoratori, artigiani, distillatori, oliandoli).
Ecco i premiati: Miglior giornalista di enogastronomia - alla carriera Enzo Vizzari "per aver fatto sua con appassionato coinvolgimento la grande lezione di Luigi Veronelli, fin da quando aveva compiti di manager nelle associazioni industriali, e per averla interpretata con acuta sensibilità e laico rigore nella sua brillante attività pubblicistica e di curatore di guide".
Miglior giornalista di enogastronomia - all'emergente Andrea Grignaffini "ha cominciato giovanissimo in quella fucina di idee che fu l'Etichetta ed è riuscito a restare profondamente fedele alle proprie radici, affondate nelle terre del culatello e dell'aceto balsamico, del prosciutto e del parmigiano, senza per questo cadere mai nel provincialismo".
Miglior giornalista di enogastronomia in lingua straniera Rafael Garcia Santos "che andando al di là della sua funzione di giornalista e organizzando a San Sebastian la manifestazione 'Lo mejor de la gastronomia' ha fatto fare un salto di qualità non solo alla cucina spagnola, scoprendo parecchi chef oggi famosissimi, ma alla critica gastronomica europea".
Miglior scrittore di enogastronomia - alla carriera Corrado Barberis "per il contributo dato alla cultura con gli studi dell'Insor, Istituto nazionale di sociologia rurale, che, raccolti in una serie di preziosi atlanti, hanno fatto conoscere con scientifico approfondimento i migliori prodotti dell'artigianato alimentare italiano, dai salumi al pane, dai formaggi alle conserve".
Miglior scrittore di enogastronomia - all'emergente Roberto Cipresso "per aver testimoniato nel suo inatteso "Romanzo" quanto romantico possa essere il mestiere di winemaker che gli è proprio, spiegando con un linguaggio semplice e immediato, rifuggendo da ogni tecnicismo, perché per un vino si possa anche piangere.
Miglior scrittore di enogastronomia in lingua straniera Carla Capalbo "nata a New York, cresciuta tra Parigi e Londra, Carla Capalbo vive in Italia da 16 anni. Corrispondente di Bon Appétit, si è messa in luce con due libri, uno sulle specialità enogastronomiche della Toscana e uno su quelle di Napoli e della Campania, che ha scritto dopo aver vissuto per mesi in queste regioni per comprenderne le ragioni. Sono scritti per gli inglesi, ma meriterebbero d'essere conosciuti anche dagli italiani". Miglior vignaiolo - alla carriera Romano Dogliotti "che ha saputo coniugare il più fedele rispetto di una gloriosa tradizione familiare e territoriale adottando moderne tecnologie allo scopo di ottenere la più alta qualità possibile nella produzione del Moscato d'Asti, tanto da diventarne l'autore più significativo, anzi addirittura l'emblema".
Miglior vignaiolo - all'emergente Pasquale Forte "perché, dopo aver creato un piccolo impero industriale nel campo delle componenti elettriche dell'automobile con una produzione tecnologicamente all'avanguardia su scala mondiale, si è cimentato anche con la produzione vinicola acquistando una tenuta a Castiglione d'Orcia e ponendosi lo stesso obiettivo: non accontentarsi dell'ottimo ma mirare al sublime".
Miglior patron - alla carriera Gianluigi Morini "per la tenace coerenza con cui ha saputo realizzare nel San Domenico di Imola una straordinaria intuizione: ch'era giunto il momento, 37 anni fa, di mettere a disposizione di tutti coloro che avrebbero saputo apprezzarle quella cultura gastronomica e quella cucina ch'erano state riservate fino allora a pochi privilegiati".
Miglior patron - all'emergente Giancarlo Tassi "protagonista e motore di un'evoluzione che ha portato il Capriccio di Manerba del Garda, eccellente grazie al talento cucinario di sua moglie Giuliana, a diventare un ristorante dove non si mangia soltanto splendidamente ma dove ogni dettaglio è curato con esemplare eleganza e misura".
Miglior maître Umberto Giraudo "per la vastità del bagaglio di conoscenze, acquisite sul campo nei migliori locali del mondo, ma anche frequentando corsi e seminari, che gli ha permesso di trasformare in arte e scienza la gestione del servizio di sala in uno dei ristoranti d'albergo più famosi d'Italia, La Pergola del Cavalieri Hilton di Roma".
Miglior oliandolo Domenico Ruffino "una totale dedizione all'oliveto e una spasmodica attenzione alla tecnica di estrazione permettono a questo ostinato olivicoltore ligure di trarre oli di assoluta eccellenza sia da varietà insolite per la sua regione sia da piante secolari, sfidando anche le avversità climatiche".
Miglior grappaiolo/distillatore Vittorio Capovilla "che sperimentando senza pregiudizi nuove strade e curando con caparbia volontà del meglio ogni dettaglio del suo operare di distillatore, è riuscito a trasferire nelle acqueviti le più segrete sfumature aromatiche di uve e frutta" Miglior winemaker - alla carriera Severino Garofano "irpino di nascita, pugliese di elezione, è una delle personalità che hanno determinato il riscatto della vitivinicoltura meridionale creando memorabili bottiglie, quando il Sud era soltanto terra di vino sfuso da taglio".
Miglior winemaker - all'emergente Barbara Tamburini "per la sensibilità e l'impegno con cui ha saputo trovare la chiave di interpretazione più riuscita per i vini di classe, capaci di rispondere senza eccessi, con elegante sobrietà, alle esigenze del consumatore moderno".
Miglior artigiano alimentare Roberto Santopietro "il forte legame con la terra e le tecniche di lavorazione casalinghe sono caratteristiche fondamentali delle ghiottonerie della sua azienda, il Mongetto, prime fra tutti i peperoncini ripieni di acciughe, capperi e olio extravergine d'oliva, reinventati attingendo alla più autentica tradizione piemontese".
L'oggetto da tavola più innovativo Macinapepe elettrico Peugeot "per la straordinaria praticità di questo dispositivo in acciaio inox di eccellente design, di cui esiste anche la versione per macinare il sale, che può essere azionato con una mano sola mentre si cucina".
Miglior sito di enogastronomia Lavinium.com "perché nel mare di pressapochismo in cui si annaspa navigando in rete, si distingue per la serietà dell'informazione e l'approfondimento delle notizie pur nell'ampia articolazione dei suoi interessi".
Miglior trasmissione Radio/Tv a tema enogastronomico a pari merito: A tavola, Radio Rai Uno "per essere diventata l'appuntamento radiofonico del mercoledì sera che in undici minuti riesce a fornire notizie e soddisfare curiosità, ma anche a dare consigli e suggerimenti su vini, oli e prodotti alimentari, evitando sia gli snobismi intellettualistici sia il populismo consumistico".
Enogà Sapori & profumi, Ciao Radio "per essere riuscito a informare ma anche formare un pubblico assai vasto, soprattutto giovanile, sapendolo intrattenere con un linguaggio insolito e diretto, e dando voce ai protagonisti, sui temi del made in Italy agroalimentare".
La sagra gastronomica più interessante vivace o curiosa Cheese "perché non limitandosi a proporre le creazioni casearie più significative d'Italia e del mondo ma affrontando i problemi e le difficoltà che incontrano talvolta perfino per sopravvivere, è diventata un appuntamento imperdibile e un punto di riferimento di cui non si può più fare a meno". Il comune che più si è adoperato nella salvaguardia dei prodotti agroalimentari Vigolzone "per aver tutelato due invenzioni cucinarie come il tortello con la coda e la torta di fichi di Albarola con la DeCo, la denominazione comunale ideata e promossa da Luigi Veronelli che è al tempo stesso marchio d'origine, sigillo di qualità e garanzia a difesa della tradizione. Da segnalare che per ricordare Veronelli la comunità di Vigolzone è stata la prima a dedicargli una strada".
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