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Ho ricevuto dall'amico Gino Larosa - dipendente presso la comunità montana della Lemina (terra di Calabria, provincia di Reggio Calabria) e che molto ringrazio - il racconto dell'unico incontro che ha avuto con Gino Veronelli. Uno scritto inatteso - il fatto risale a 6 anni fa - e che pubblico con gioia perché pulsa di umanità e perché testimonia che le emozioni non hanno tempo. Per me, un'acquisizione in più nel percorso di ricostruzione, enorme e faticoso, della fittissima, e credo mai esaustiva, rete di relazioni tessuta da Veronelli nella sua lunga, intensa, iperbolica (uso questo termine nel senso di eccezionale e non di eccessivo) vita. (Gian Arturo Rota)
Ho incontrato Luigi Veronelli, giornalista, massimo esperto del patrimonio enogastronomico italiano, a Cinquefrondi (RC) il 24 giugno 2003, un anno e cinque mesi prima della sua morte (29 novembre 2004). La nostra conoscenza avvenne in occasione di un Convegno Nazionale sulle DE.C.O. (Denominazioni Comunali); ovviamente lo conoscevo da anni per aver letto alcuni suoi libri e articoli vari. Nella mattinata, prima che il convegno avesse inizio, mi avvicinai e mi presentai a lui. Sottolineando la mia provenienza – Mammola, il "Paese dello Stocco" – mi presentai come dipendente presso la Comunità Montana della Limina, con delega alla promozione e pubblicizzazione dei prodotti del territorio. Feci presente di aver inviato, tanti anni prima, al suo indirizzo di Bergamo, la storia dello "Stocco di Mammola" in cui si chiedeva un chiarimento circa la questione dello "Stocco" (stoccafisso), unico pesce che si accompagna al vino rosso per tradizione e per gusto. Immediatamente, si ricordò di quella lettera: chiarì che lo "Stocco" si può accompagnare con il vino rosso perchè ha un sapore forte, arricchito anche dalla succulenza della cucina calabrese. In realtà, anche il vino bianco può andar bene, quando lo stocco è cucinato in maniera leggera. Sottolineai anche che avevo letto (e apprezzato) su Class di Ottobre 1999 il suo pezzo (più sotto riprodotto) proprio sullo stocco di Mammola: Veronelli esaltava il paese di Mammola, per la presenza di un'acqua particolare (la definisce letteralmente «acqua vocata») necessaria non solo per la maturazione dello stoccafisso, ma anche per la sua preparazione in cucina. Si complimentò per la padronanza e la passione che dimostravo nel parlare della mia terra e della sua gastronomia. Discutemmo anche sulle potenzialità di altri prodotti mammolesi, in particolare l'olio extra-vergine d'oliva, la ricotta fresca e affumicata e il formaggio caprino. Da quelle poche battute scambiate, mi rimase l'impressione di una persona intelligente, molto colta e, al contempo, di una semplicità e modestia uniche, capace di rivolgersi alla gente comune con la discreta ma piacevole confidenza che è tipica dei grandi. Ricordo ancora che durante quel convegno Veronelli prese la parola per chiarire la decisiva importanza delle DE.CO. per la salvaguardia delle tradizioni e la valorizzazione dei prodotti che se ne fregeranno, trainanti per l'economia locale, ed elogiando la Calabria e la sua gastronomia. Finito il convegno, salutai Veronelli e non ho più avuto sue notizie. Purtroppo ho appreso la notizia della sua morte dalla tv, guardando il telegiornale: ci sono rimasto davvero molto male, perché era una persona perbene, amata da tutti, e per me rimarrà per sempre un ricordo indimenticabile. Grazie a Luigi Veronelli: ha lasciato con i suoi libri, guide, articoli, ecc., grandi successi in Italia e nel mondo, e alla Calabria e al paese di Mammola un biglietto da visita importante, che farà parte della storia futura quando si parla della Calabria, di Mammola, di stocco e di acqua. Gino Larosa
"Vi è un paese di Calabria, in provincia di Reggio, che nel cor mi sta: Mammola. E non tanto perché mi dicono essere situato tra uliveti e frutteti, quanto per l'insolita vocazione della sua acqua. Acqua? Si, acqua. Sembra non esservi nell'orbe terracqueo tutto, acqua così vocata per la maturazione dello stoccafisso. Così che dei paesi del nord Europa, e di Norvegia soprattutto, i gastronomi percorrono le lunghe vie, quasi un pellegrinaggio, per giungere alle sue fonti e per cuocervi lo stocco". Luigi Veronelli (da Class 10/1999)
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