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Quando meno te l'aspetti. Contattato, per questioni gastronomiche, da Lucia Finocchiaro - professoressa di filosofia al Liceo Scientifico di Monterotondo, scrittrice e anima del Premio Letterario Circe - mai avrei pensato che dalla nostra conversazione (fluida, dialettica, libera) potesse nascere in lei il proposito - per nulla anticipatomi, sia chiaro - di proporre alla presidenza di giuria (lei è un membro) la candidatura della Veronelli Editore per il riconoscimento speciale "Visioni di gusto". Io non conoscevo il Premio né la relativa strutturazione; quando m'è giunta la comunicazione ufficiale, ho avuto reazione di gran meraviglia (non per la decisione in sé, ma per l'attenzione e la riflessione che hanno portato a quel "verdetto") e insieme d'intima gioia (una tonificante gratificazione morale). Così, sono andato a Monterotondo, sede del Premio, per la cerimonia. I riconoscimenti vengono assegnati a opere di poesia e prosa, sia edite sia inedite; solo all'inizio mi sono sentito pesce fuor d'acqua; giunto il mio momento e ascoltata la motivazione ("per l'impegno e l'attività svolta a favore della cultura in Italia e nel mondo"), ho compreso che fuori luogo non ero; nella parola "cultura" il legame tra quell'ambito e il mio. E allora, il pensiero è corso immediato - l'ho anche detto nel mio intervento - verso Gino Veronelli e la sua immane (sì, perché è stata anche faticosa) opera di nobilitazione (ma vorrei dire "nobilizzazione") a favore del cibo e del vino, che ha trasformato da elementi del vivere quotidiano a valori appunto di cultura e civiltà. Per ciò, questo premio, ancor prima che della Veronelli Editore, è per lui.
Last. Voglio complimentarmi con la professoressa Finocchiaro per l'ammirevole impegno a favore della cultura letteraria; la sua iniziativa veicola il messaggio che la scrittura, in chi la sente, è uno spazio possibile per l'espressione di sé; coinvolge persone di varia provenienza e formazione e dà la speranza, legittima, che qualcuno possa accorgersi dei loro scritti. N.B. La professoressa, d'origine siciliana, è anche una brava cuoca; sempre in Monterotodondo ha una gradevolissima osteria - L'opera dei pupi (in realtà è sede dell'omonima associazione culturale e vi entra chi alla stessa è iscritto) - in cui riproduce, dall'ambiente ai piatti, quanto di più vero appartiene alla sua terra.
Gian Arturo Rota
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