Mi sono venuti i brividi.
Letto Viva Brera abbasso Brera (di
Giulio Signori e a cura
di Paola Mo), ho avuto ancor più chiara - anche per la presenza di riferimenti a
Veronelli superiore a quanto m'aspettassi - la consapevolezza dei molti parallelismi tra i due giornalisti/scrittori (ma dovrei aggiungere anche lo scultore
Carlo Mo, i tre molto amici; uomini che, ciascuno per sua parte e opera, vanno annoverati tra gli artefici delle grandi trasformazioni sociali e culturali dell'Italia sessantiana).
Qui, mi soffermo su Brera e Veronelli: avevano un sentire affine per la vita e i suoi valori etici; sopraffina formazione umanistica; leggevano, scrivevano a dismisura, quasi come una forma di dipendenza; conoscevano a fondo la lingua, tanto da permettersi di rovesciarla per sperimentare nuove vie (neologismi e sintassi); avevano fiuto da anticipatori (pressoché sempre vedevano giusto); lo sport, per l'uno, il vino e il cibo per l'altro, erano dentro le vene, e l'uno si nutriva della passione (e delle intuizioni) dell'altro; "cattivi" nel loro mestiere, ma onesti; nemici della stupidità; entrambi controcorrente, non per vezzo, per amore del vero. Amore del/per il vero, la più tenace delle loro ricerche; sottolinea Giulio a proposito di Brera (e io ripeterei esatte esatte le parole per Veronelli e per Mo): "
Amava la verità sopra ogni altra cosa e per tutta la vita l'ha inseguita ovunque si nascondesse; l'aveva stanata e raccontata".
Il libro contiene ricordi, aneddoti, simpatie e avversioni, piccole manie e grandi entusiasmi, per voce di un giornalista, quale Giulio Signori che, forte dei 50 anni e più di carriera, conoscenze, esperienze, può dire molto oltre che su Brera, su un'epoca le cui fibrillazioni e conquiste si sono originate anche all'interno di un giornale coraggioso e innovatico quale è stato
Il Giorno.
Sono inoltre raccolti qualche articolo, tra i più belli di Brera, e documenti inediti.
Un plauso infine a Paola Mo per aver saputo cercare e assemblare i frammenti che testimoniano l'importanza di una storia e delle altre ad essa collegate, doveroso non ignorarle né dimenticarle.
Gian Arturo Rota
Ibis Edizioni, Pavia
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