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Nell'imminenza del settimo anniversario della morte di Mario Schiopetto, ho rintracciato il pezzo che Veronelli scrisse, di getto, alla notizia (Gian Arturo Rota)
Mario Schiopetto
E' mancato la notte tra il il 22 e il 23 aprile, Mario Schiopetto. Una morte attesa. Mario soffriva per una implacabile malattia alla spina dorsale, da oltre vent'anni. La sofferenza gli era continua avversaria, lurida e via via sempre più spietata. Lui reagiva da uomo della terra: moltiplicava lo studio e le attenzione per i suoi vini, eccelsi tutti e capaci di confrontarsi con gli anni. Una morte attesa e tuttavia tragica per i suoi, per gli amici e per la vitivinicoltura italiana. Lo conoscevo da sempre. Non ho parole e aggettivi che possano esprimere la mia nuda piena di dolore. Gli avevo dedicato il quinto dei miei Semi, biografie degli uomini che hanno esaltato i valori terragni.
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