Tre giorni di utopia concreta al Leoncavallo
a cura di Marc Tibaldi e Simonetta Lorigliola
“La maggioranza dei vini, quasi tutti i liquori, e la totalità delle birre di cui ho evocato qui la memoria, hanno oggi completamente perduto il loro gusto, prima sul mercato mondiale, poi localmente: con i progressi dell’industria, come col movimento di sparizione o rieducazione economica delle classi sociali che erano rimaste a lungo indipendenti dalla grande produzione industriale; e dunque anche per il gioco delle diverse legislazioni statali che vietano ormai quasi tutto ciò che non è fabbricato industrialmente. Le bottiglie, per continuare a vendersi, hanno fedelmente conservato le loro etichette, e questa esattezza garantisce che le si possono fotografare com’erano; non berle.
Né io né coloro che hanno bevuto con me ci siamo mai sentiti imbarazzati per i nostri eccessi. “Al banchetto della vita”, almeno là buoni commensali, ci eravamo seduti senza aver pensato un solo istante che tutto quello che bevevamo con tale prodigalità potesse non essere poi rimpiazzato per quelli che sarebbero venuti dopo. A memoria di ubriaco, non si era mai immaginato che si potesse vedere il beveraggio sparire dal mondo prima del bevitore”.
Guy Debord, Panegirico.
“Ci deve essere una via d'uscita / disse il giocoliere al ladro / c'è troppa confusione, non ho sollievo. / I padroni bevono il mio vino, scavano la mia terra / nessuno di loro sa se ne vale la pena"
Bob Dylan, All along the watchover.
“Io qua dentro non ci metto piede”, così disse un vignaiolo (di cui non facciam nome) appena arrivato al Leoncavallo, contrariato e impaurito da grafitti e bandiere che ricamano le pareti del centro sociale più famoso del pianeta. “Neanche un problema, prima teli, meglio è. Se te ne vai ci fai un favore”, fu la risposta dura e immediata di Elisa, giovane grintosa militante e – nei giorni del Critical Wine – efficacissima coordinatrice del magazzino.
Ecco, questo è stato l’unica stonatura nella 3 giorni di vini, idee, convegni, poesia svoltasi a Milano il 5-6-7 dicembre 2003. Gli altri 160 vignaioli (di cui trovate elenco sul sito www.criticalwine.org) e i 10.000 visitatori se ne sono tornati a casa felici e contenti, sia per la calda atmosfera comunicativa sia per i contatti e gli affari conclusi, con un entusiasmo contagioso. Fiera dei Particolari/Critical Wine, un prototipo che parte dal vino per estendersi a ogni settore dell’alimentazione e non solo. Il bilancio è assolutamente positivo: proposte concrete (prezzo sorgente, de.co., catalogo di autocertificazione), utopie, poesie della terra (ricordo gli incontri con Beppe Mazzocolin, Josko Gravner, Marco Simonit, Gigi Brozzoni, Valli Unite, Pino Ratto, Massa, Francesco Taurino, Accademia dei racemi, Lorenzo Gatti, Aurora), poesie di parola (Francesco Leonetti, Nanni Balestrini, Giorgio Mascitelli, Biagio Cepollaro, il gruppo dei Divini/diversi…), musiche (Banda degli Ottoni a Scoppio e Coro di Micene), degustazioni di vini e di buonezze: ricordiamo al volo la presenza di produttori della Comunità montana calabrese di Rende, della Valtellina, delle Cascine Pre/occupate, ma anche della extraordinaria partecipazione di grandi chef che hanno cucinato le tre cene: (de Il Volto di Iseo), Luciano Lissana (del Villa campestre di Vicchio Mugello), Aimo, Nadia e Stefania Moroni (de Il Luogo di Aimo e Nadia di Milano) e molti altri incontri ed eventi. Avrei dovuto registrare le parole di Stefania Moroni, dette durante una delle conferenze stampa, per spiegare i motivi leggeri e impegnati che hanno portato questi grandi chef ad impegnarsi con gratuità e passione durante la manifestazione.
Di loro ci piacerà raccontare - sui prossimi numeri - della cognizione, coscienza, eleganza, sensibilità non solo nella cultura gastronomica, nella cultura tout-court.
Quando si vuole ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita di una manifestazione si finisce per dimenticare sicuramente qualcuno. Ma almeno iniziamo: il nostro più grande affetto e la gratutudine li dichiariamo a: la grande regista del ristorante del Leo: Carmen e a Luciana mamma militante (mano sul cuore); Mauro Mantovani, grande anarcochef dell’Osteria con Cucina di Gemona del Friuli; Teseo, social-somellier dell’Intifada di Empoli; Alessandro d’Ambrosi, obliquo web-master del sito www.criticalwine.org; Lioba Wackernell e Andrea Muheim, magici designer di logo, manifesto e depliant.
Terra e Libertà/Critical Wine: propositi creativi e critici per fare in modo che non siano definitive le parole di Guy Debord e Bob Dylan, riportate come incipit.