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Home -> Pubblicazioni -> Rivista -> n° 78
settembre 2004
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Vino e dintorni/9 Barolo, Champagne e Lussemburgo
 

 
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di Massimo Zanichelli

Fugaci scorribande tra presente e passato
Un paio di vecchie annate, per cominciare. Come uno storico, fantastico dittico di Barolo 1985, targato Monforte d’Alba e formato dal Bricotto Bussia di Domenico Clerico (un vino che non esiste più) e dalla Riserva Sorì Ginestra di Conterno-Fantino (in seguito non più Riserva): ambedue in splendida forma (aiutati anche da una conservazione ottimale: la cantina in tufo della Locanda dell’Arco di Cissone), non hanno mancato di esprimere, a lato di un’impeccabile integrità (il colore del Bussia non aveva ad esempio perso un grammo della sua fittezza), il fascino magnetico che sa esprimere il grande nebbiolo: seducenti profumi che sanno spaziare dalla prugna alla terra fino a fragranti, eleganti desinenze mentolate (e qui il Sorì Ginestra non ha mancato come suo costume di far sentire il proprio rango), finezza tannica, complessità gustativa. Dai grandi rossi alle bollicine d’autore: il Trento Brut Riserva del Fondatore Giulio Ferrari 1983 della cantina Ferrari, in formato magnum, mi ha ricordato per certi versi la caratura di uno Champagne come il Cristal di Roderer per il grasso della struttura, l’elegante verve della carbonica, il registro squisitamente minerale-agrumato. E sempre a proposito di Champagne, per chi è a caccia di nomi nuovi sono da provare i vini di Roger Coulon di Vigry: il Prestige e la Grand Réserve sono due cuvée (rispettivamente di chardonnay e pinot nero, e di pinot meunier, pinot nero e chardonnay) luminose e raffinate, tanto negli aromi quanto nella definizione del perlage, con un prezzo di vendita che dal produttore si aggira, rispettivamente, intorno ai 17 e 15 euro. La frontiera enoica del Lussemburgo è poco conosciuta ma a giudicare da alcuni vini tutta da scoprire: provare per credere il Moselle Luxembourgeoise Pinot Blanc Stadtbredimus Dieffert Grand Premier Cru 2002 Caves de Stadtbredimus, il Moselle Luxembourgeoise Riesling Supreme Remerschen-Jongebere Grand Premier Cru 2002 di Krier Friéres o il Moselle Luxembourgeoise Riesling Vin de Glace 2002 Domaines de Vinmoselle: lo stile di questi vini ricorda più l’Alsazia che non la Germania renana. In chiusura due vini dolci: il primo è lo Scheurebe Trockenbeerenauslese 1995 Gsellmann & Gsellman, assoluto fuoriclasse, per purezza e profondità, proveniente da quella magica terra per la botrytis cinerea che è il lago di Neusidler in Austria (la zona, per intendersi, di Heiss-Tschida, Kracher, Opitz...). Mentre il secondo è una chicca tutta italiana: il Solaria Ionica 1959 della cantina Antonio Ferrari, vino avvolto da una storia tutta particolare (un primitivo prodotto da un piemontese, fermentazioni naturali prolungate nel tempo senza nessun apparente controllo tecnico), che non mancherà di affascinare per la squisitezza dello spettro aromatico e l’efficace contrasto tra dolcezza tannica e acidità.

Il paradiso di Alice
Se ancora credete all’arte dell’accoglienza, nonostante le molteplici delusioni che ogni giorno riscontriamo nel mezzo del cammin di nostra vita (quali selve oscure ci propinano molti agriturismi…), e se vi trovate dalle parti delle colline trevigiane tra Conegliano e Vittorio Veneto (se non ci capitate, fateci allora un salto), l’abbinamento è presto detto: un soggiorno presso Alice, il nuovo, magnifico, appagante “relais nelle vigne” di Carpesica. Un casolare contadino interamente ristrutturato in cui si respira il calore e la tranquillità di una casa di campagna, arredi dialto artigianato scelti con gusto, una cura scrupolosa del dettaglio, camere fornite di ogni confort (telefono, tv satellitare, frigo bar; riscaldamento autonomo e aria condizionata; bollitore, phon, specchio cosmetico; collegamento internet banda larga; materassi anallergici e antiacari – una vera grazia per il sonno che allontanerà la nostalgia per i letti di casa; vasche idromassaggio e docce multifunzione; un set completo di prodotti aromaterapia al tè verde) e una colazione (thè direttamente importati dal Giappone, torte fatte in casa…) che rende dolce il risveglio e fragrante il mattino. Cinzia Canzian saprà essere squisita padrona di casa. Ne le manca l’ispirazione per alcune gustose trovate, dai cestini da pic-nic per le scampagnate nei dintorni all’ “ora felice”, l’aperitivo all’aperto in attesa del tramonto. Che qui, in un panorama silenzioso e suggestivo che dalle vigne sulle colline si allarga alle dolomiti venete, sa essere particolarmente emozionante. Alice – Relais nelle vigne, Loc. Carpesica, via Giardino 94 – 31029 Vittorio Veneto (TV); tel.0438 561173 – fax 0438 920754 – alice.relais@libero.itwww.alice-relais.com; 80/120 euro.

 
   
 
 
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