A Roma, confronti e proposte
Il Prezzo Sorgente, le De.Co. e la nuova Fiera dei Particolari
di Luigi Veronelli
Ad ottobre si aprirà in Roma un tavolo di confronto sui problemi agricoli, alimentari e artigianali riferiti alla nostra patria (ci si stupirà, al termine, della più emozionante delle scoperte: la Patria essere il mondo). E’ un tavolo sollecitato dai Movimenti e dai Centri Sociali, perché i politici, applicati nella stesura dei loro programmi, diano il giusto significato al monito che figura nei propositi di ciascuna delle parti in concorrenza: "libertà d’iniziativa d’impresa".
Una libertà che da noi, e nel mondo, nei fatti non c’è mai stata, oggetta sempre agli spietati condizionamenti dei danée, economia e finanza.
Così che li vedi, ancora una volta, spianare le carte menzognere e usurate, di una condizione di effettiva schiavitù, cui i lavoratori sono costretti proprio dalla totale mancanza, per chi non abbia il sostegno del potere e del prepotere, della libertà d’iniziativa d’impresa.
Col consenso – ritengo – pressochè totale degli amici dei Movimenti e dei Centri Sociali, riporto in campo e sottolineo tre soluzioni, del tutto facili perché secondo le leggi e perché non richiedono l’impiego di alcuna spesa che già, sotto altra forma, non sia.
L’agricoltura, l’alimentare, l’artigianato (so benissimo: sarebbe meglio scrivessi l’artigianato alimentare perché ogni industria che si occupi di prodotti alimentari, porta ad un immediato degrado) e il turismo malgrado tutti, ma proprio tutti dichiarino, in ogni bar e in ogni segreta stanza (qui con timore perché vien messo in gioco l’assetto sociale del nostro Paese e oltre), essere l’unico sostanziale privilegiato patrimonio, capace di rinnovare in poco tempo, al meglio, tutti i parametri economici e finanziari – malgrado ciò – sono tenuti top secret, nessuno che ne studi i dati e le previsioni, nessuno che ascolti il grido che si eleva dalle Alpi, dalle campagne, dai mari, dai boschi, d’ogni dove:"fatti nuovi è il grido delle cose".
Qui ne ripropongo tre: la De.Co., ossia la Denominazione Comunale, l’olio d’oliva (secondo un disciplinare che consenta di produrlo, senza ombra di dubbio come tale) e il Prezzo Sorgente.
La De.Co. consentirebbe a ciascuno dei Comuni italiani, dal più elitario al meno, di riappropriarsi delle proprie colture e delle proprie culture, con un beneficio economico che si plasmerebbe, quasi in senso letterale, su ciascuno dei cittadini, qualsiasi il loro interesse. Gli agricoltori e gli artigiani – ma non solo – gli intermediari e gli esercizi pubblici che avrebbero le fonti ben più vicine e controllabili e i cittadini tutti per la vicinanza - ripeto - delle fonti e la convenienza dei prezzi.
I Verdi hanno presentato, fine luglio, un progetto di legge a favore del Gelato artigianale italiano. Ho scritto ad Alfonso Pecoraro Scanio, a Paolo Cento, a Loredana De Petris i miei complimenti, ma con l’avvertenza: senza il certificato d’origine comunale (De.Co.) quel marchio di qualità “gelato artigianale italiano” è un nonsense. Prima delle doti di un gelato artigianale è l’essere effimero. Va quindi subito subito gustato; basta lo spostamento di una confezione a pochi chilometri per avvertirne la decadenza. Gelato tradizionale italiano vuol dire nulla senza il valore aggiunto di una De.Co., ad esempio Mòdica. Solo ciò consente al consumatore una reale protezione.
Ai primi di giugno i Comunisti Italiani hanno presentato un progetto per il sostegno e l’aiuto ai vignaioli nell’impianto dei vitigni autoctoni. Ho subito scritto ad Oliviero Diliberto, Fausto Bertinotti, Alfonso Pecoraro Scanio, Paolo Cento, anche qui, con i complimenti, l’avvertenza che le Camere di Commercio hanno sempre operato secondo i fabbisogni degli industriali a mettere in parentesi i vitigni autoctoni meno redditizi perché di scarsa resa. Anche qui necessita il valore aggiunto della De.Co. che affida al Sindaco e al Consiglio Comunale i disciplinari di produzione agricola, compreso le rese per ettaro, secondo esperienze millenarie e quindi verificabili nei vitigni autoctoni. Da escludere le Camere di Commercio – concorrenziali – che secondo il progetto dei Comunisti Italiani, dovrebbero avere i controlli.
Voglio sottolineare: la De.Co. non è un marchio di qualità, bensì un certificato di origine, quindi del tutto in regola con le disposizioni comunitarie.
L’olio d’oliva è il prodotto dell’agricoltura e dell’artigianato (frantoi) più avvilito, spinto da un disciplinare corretto e qui do all’aggettivo il suo significato più ampio (da che vi ho messo l’esperienze millenarie degli agricoltori e dei politici romani Catone il Censore e Columella e tutto ciò che le scienze dirette al meglio e non al più sono venute progettando negli ultimi anni). Porterebbe alla nostra patria un arricchimento formidabile, tale per sé solo da rendere le nostre regioni meridionali e isolane tra le più ricche del mondo intero. Olio d’oliva, ho scritto, con drastica eliminazione di “extra vergine”, “vergine”, “lampante” e quant’altro.
Si dice Prezzo Sorgente il prezzo indicato in etichetta, al quale un produttore vende al consumo diretto il suo pane, la pasta, il vino, l’olio, qualsiasi alimentare, sia naturale, sia manufatto, comprensivo della sua remunerazione.
Evidenzia con un semplice dato sulla confezione (nel caso del vino, nella retro-etichetta) i rapporti di produzione e le appropriazioni di ricchezza che avvengono nella filiera della circolazione dei prodotti. Permette la riduzione della distanza alimentare e la diminuzione della catena produzione-consumo; è un maggior investimento di fiducia tra consumatori e produttori ed è il primo passo per rendere possibile la tracciabilità del prezzo oltre a quella del prodotto.
Il Prezzo Sorgente non deve essere imposto, ma deciso da ogni produttore; non intende creare gerarchie o ulteriori regimi di controllo, bensì relazioni basate sull’etica della responsabilità e della cooperazione. Anziché imporre i prezzi, si vuole darne a beneficio del mercato la tracciabilità, cioè il percorso del prezzo e individuare se l’elemento di fiducia – che il produttore, il commerciante, il distributore hanno costruito – sia corretto e quindi meritevole d’acquisto.
Il tavolo di confronto si terrà, in Roma, nelle giornate che precedeno la Fiera dei Particolari/Terra e Libertà/Critical Wine, 22/23/24 ottobre, Forte Prenestino.
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