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I 62.000 libri di padre Sergio

padresergio

 

Raccolgo l’appello – non sono l’unico, deo gratias – intorno a una vicenda cin cui sono in gioco – un gioco a contrasto, ahimè -  la cultura, la burocrazia (italianissimo male) e, ancor peggio della burocrazia, probabile astuzia.

Nel comune di Marmora (Cuneo), In Val Maira, vive da trent’anni Padre Sergio De Piccoli, monaco benedettino ed eremita, che ha raccolto e conservato nelle cantine della canonica, oltre 62.000 libri (molti dei quali, salvati).
Un patrimonio gigantesco e di grande importanza.

Nel 2007, pieni zeppi i suoi spazi, decide di donare tutti i libri al comune in cambio della promessa d’ampliamento della biblioteca, per farne un luogo anche aperto al pubblico. Il sindaco si impegna in prima persona per la realizzazione.
A tutt’oggi – passati sette anni – nulla di nulla: troppa burocrazia e nessun soldo per la realizzazione.
Ergo: il comune non può mantenere la promessa.

Ci sta. Non ci sta che i libri stessi rimangano al comune.
Padre Sergio – anni 83, malato – li rivuole, a fronte dell’immobilismo istituzionale. Legittimo, sacrosanto!
Anche perchè tanti che lo conoscono sarebbero disponibili ad aiutarlo privatamente; ma ciò può accadere, ovvio, solo se i libri tornano a lui (per effetto della donazione, formalmente la proprietà è del comune).
E’ qui il busillis: il sindaco rimanda la restituzione, appellandosi ai cavilli della burocrazia e forse a quelli della furbizia.
Eppure esiste una parola data; vero che nel nostro paese vale meno del due di picche, ma non è motivo per non applicarla e per non pretendere che non sia applicata.
Nessuno vuole che Padre Sergio muoia, e con lui la speranza, prima dei tempi della restituzione.

Perciò, invito anch’io, chiunque ami i libri e creda nella cultura come bene comune, a sollecitare il sindaco per predisporre la restituzione dei volumi a Padre Sergio, entro il 15 luglio:
- Emanuele Ponzo, comune di Marmora, via Vernetti 30, 12020 Marmora (CN)
- Fax: 0171-998113
- marmora(at)ruparpiemonte.it – bibliotecadimarmora@gmail.com

Che sia un impegno ufficiale, scritto, documentato, inequivocabile.
Gian Arturo Rota

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