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Attualità

Tonino Guerra – Il sorriso della terra

 

Non posso non unirmi al cordoglio per la scomparsa di Tonino Guerra.
Certo, per la condivisione delle parole ascoltate sulla sua figura, sulla sua importanza, sull’originalità della sua Opera. Ne aggiungo una mia, che ha mutato in me la stima in affetto: l’aver editato la sua prima biografia, nel 2006 (Tonino Guerra – Il sorriso della terra, incluso nella collana I Semi -  I protagonisti delle culture materiali).
La prima biografia – la più autorevole, intima e completa – da lui autorizzata; scritta, per sua espressa indicazione (altri non avrebbe voluto) dall’amica e biografa Rita Giannini, con la quale anch’io ho poi avuto rapporto amichevole e che ha raccontato Guerra con delicatezza, devozione quasi, ma senza mai perdere la necessaria lucidità.
Io lo voglio ricordare con il pezzo, contenuto nel libro, che più m’ha esaltato, sino alla commozione:

ANCHE I RACCONTI SFAMANO
di Tonino Guerra

La fame? La fame era tremenda e nel campo c’erano solo brodaglia con patate e pane secco.
La sera nella baracca mi chiedevano dei racconti. Una era, era la notte di Natale, non è arrivata la zuppa. Gli altri prigionieri come me avevano fame e pensavano a un piatto di tagliatelle. Io che non avevo mai seguito con attenzione mia madre mentre preparava da mangiare, all’improvviso ho ricordato tutto e iniziato a spiegare in dettaglio il procedimento per preparare la sfoglia. Prima la farina, poi le uova e sul tagliere si impasta tutto. Si stende col matterello e si ripiega per poter tagliare le tagliatelle. Intanto si mette l’acqua a bollire e a bollore raggiunto si buttano le tagliatelle. Il sugo è pronto e una volta scolate si unisce il tutto.
Le ho versate nei piatti e tutti hanno mangiato con le parole. Qualcuno ha chiesto il bis.

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