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Che sarà della vendemmia 2014?

bicchierivinobis
Condivido le riflessioni di Carlo Macchi, riportate nell’articolo “Vendemmia 2014: il coraggio di dire le cose come stanno”, dell’altro ieri su Winesurf. Ne estraggo alcuni passaggi:

“… purtroppo abbiamo avuto sotto gli occhi per mesi, video o foto di vigneti distrutti dalla grandine, allagati e disastrati dalle acque…. molte zone d’Italia avranno o hanno avuto una vendemmia molto difficile. Del resto piogge brevi o lunghe ma praticamente tutti i giorni, non fanno certo bene alla vigna. Questo è un dato, almeno dovrebbe esserlo.
Dico questo perché da qualche giorno è iniziata una marcia indietro (magari con vere e certe motivazioni) che mostrano belle uve, sorrisi in vendemmia, mezze frasi velate da soddisfazione…

Insomma, ancora la vendemmia è in pieno svolgimento ed è cominciato il balletto delle frasi tipo “che fortuna che ho avuto, è grandinato su quello accanto/è piovuto dopo la vendemmia”, che fanno parte di ogni vendemmia che si rispetti.
Quest’anno però non è stata e non sarà una vendemmia che si rispetti! Anche se qualcuno si salverà bisognerebbe per una volta non raccontare bubbole al consumatore, a quello che il vino poi lo deve comprare…
La stampa non solo non può esimersi dal dare giudizi anche generali (ma non generici) se supportati da fatti, ma deve in primo luogo tutelare il futuro acquirente di quel vino.

Allora, anche se mi attirerò le ire di quelli che hanno mostrato grande bravura e/o hanno avuto grande fortuna IN TUTTO IL PERIODO DI VEGETAZIONE E MATURAZIONE DELLA VITE, CIOE’ DA MARZO AD OGGI, devo dire che l’annata 2014 potrà essere salvata solo in cantina, mentre in vigna peronospora, oidio, cicalina, marciumi, uniti a temperature mai alte, a scarsi periodi di sole pieno, a piogge magari brevi ma spesso intense e quasi giornaliere, porteranno ad un’annata molto ma molto difficile, sia al nord che al centro che al sud”.

Questa, caro Carlo, è una di quelle annate per cui i nostri produttori potrebbero ricorrere – se la legge italiana lo consentisse; consente invece l’uso del mosto concentrato rettificato – alla pratica dello zuccheraggio e aiutare le uve a recuperare ciò che la natura, particolarmente inclemente, molto ad esse ha sottratto, impoverendole e indebolendole.
Ricordi la “Giornata della disobbedienza vignaiola”, voluta da Gino Veronelli contro il divieto allo zuccheraggio, in cui commise il reato, nel chiostro della Certosa di Pavia e come atto dimostrativo, di versare dello zucchero in un tino?
Era il 1996 e Gino non ne poteva più di ministri che firmavano ripetutamente e scriteriatamente – ovvero anche quando le annate erano buone, se non ottime, e quindi non era da firmare – il decreto pro mcr?
Tanto valeva, protestava Gino, aprire all’uso dello zucchero e lasciar decidere al produttore se ricorrervi o meno.

Gli accadimenti poi, di qualsiasi natura e ambito, non hanno mai valore assoluto, pertanto è vero che qualcuno, in quest’annata disgraziata, è stato (sarà) più fortunato di altri. La famosa legge della ruota.
Tuttavia, pressochè ovunque in Italia, tutti (o quasi) i produttori quest’anno avranno avuto costi maggiori, per gli interventi “curativi” e le ore di lavoro in vigna più numerosi del consueto, e una produzione con quantità generalmente inferiori; numeri che probabilmente non saranno recuperati. Ma chi si azzarderà a ritoccare i prezzi di listino?
Rischio d’impresa, certo. Anche ciò tuttavia, ritengo la stampa debba dire al consumatore.

I sorrisi in vendemmia concediamoli però, in fondo la vendemmia è sempre un rito portatore di gioia e di speranze future.
Gian Arturo Rota

 

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