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Inycon 2014: Identità territoriale. Genius loci-De.Co.

inycon2da sinistra: Nino Sutera, Giuseppe Bivona, Giuseppe Pasciuta, Enzo Lota, Gian Arturo Rota, Diego Planeta.

 

“Luigi Veronelli, ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori.
Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori.
È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un campo, come quello cibi/vini, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone a chi decide di farne una professione”.

E’ stata la premessa dell’incontro di venerdì scorso, in Menfi, sul tema dell’identità territoriale (genius loci e De.Co.), cui ho preso parte insieme a Diego Planeta, Enzo Lotà (sindaco di Menfi), Giuseppe Pasciuta (dirigente Soat), Giuseppe Bivona (preside della Libera Università Rurale Saperi&Sapori) e Nino Sutera (funzionario Soat e direttore della stessa università). Con la moderazione di Antonella Giovinco, giovane e propositiva giornalista, e l’intervento finale, anch’egli giornalista, di Attilio Vinci, con la lettura di alcuni testi di Veronelli sulla Sicilia.

Mi sento di proporre questo sunto dagli interventi di tutti:
l’dentità territoriale è la somma di alcuni elementi essenziali, Territorio-Tradizioni-Tipicità (specificità)-Tracciabilità-Trasparenza, capaci di generare per primo effetto, relazioni.
E’ sulle relazioni fonda il motore primo dell’agire umano; le relazioni poi, a loro volta generano memorie, condivisioni, riconoscibilità, abilità, impegni, responsabilità sul potenziale dell’identità territoriale.
Il genius loci esprime dunque la sintesi tra gli elementi essenziali di un luogo e le relazioni all’interno di esso.
Ma cogliamo davvero il genius loci quando ne abbiamo piena coscienza e lo portiamo dentro di noi come “valore”.
Recuperare l’identità di un luogo – nell’unicità delle sue vocazioni: bellezze, culture, prodotti naturali e/o manifatti, artigianato – è perciò l’imperativo categorico.
Cui sempre Veronelli si è appellato quale imprescindibile punto di partenza per salvaguardare l’eccezionale, inimitabile (per quanto copiato) patrimonio del nostro paese.

E per me, la sorpresa finale della nomina di “Custode dell’Identità territoriale”! A Diego Planeta, quello di ambasciatore.
Gian Arturo Rota

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