Casa Veronelli

Attualità

Il rigore e il metodo di Gino Veronelli

Ringrazio molto il collega Adriano Baffelli per aver dedicato il pezzo della sua rubrica - “AlloSpecchio”, Food & Beverage – alla leggendaria cantina di Gino Veronelli, dopo averla visitata e averne subito, per storia, importanza, dimensioni, sistema di conservazione – il fascino.
Cantina da sempre in quella via Sudorno 44, meta per anni e anni di veri e propri “pellegrinaggi” da parte di operatori (in primis), giornalisti, ammiratori, amici.
Cantina, anche, per cui tanto s’è detto delle eccelse bottiglie di vino, meno di quelle, altrettanto eccelse (inferiori solo per numero), di grappe e distillati. Dettaglio che Adriano ha notato, sottolineando di Veronelli, il forte impegno anche in questo ambito, e per la grappa (soprattutto) e per le acqueviti del mondo intero (predilezione per gli whisky e i rhum).
Cantina, infine, che beneficia (ha sempre beneficiato) di una “collocazione” – sottoterra, quiete, aerazione naturale, escursione termica equilibratissima – quanto mai favorevole per il buon mantenimento delle bottiglie.
Riproduco qui sotto l’articolo, d’interesse anche per gli accenni di tipo socio-economico che il tema ha stimolato.
(Gian Arturo Rota)


Una visita alla sua cantina offre lo spunto per una riflessione sull’approccio scientifico del grande giornalista ed enologo nei confronti della produzioni vinicole che tuttora riescono a regalare emozioni

Nel ventre di un massiccio palazzo affacciato sui colli alle spalle dell’incantevole Bergamo Alta, c’è un prezioso giacimento enologico: la cantina del compianto Gino Veronelli.
Conservate in spazi incorniciati da contenitori in cemento, tanto semplice quanto efficace, un impressionante numero di bottiglie racconta di anni, decenni in più di un caso, delle migliori produzioni vitivinicole italiane e straniere.
Nemmeno mancano pregevoli e concrete testimonianze di bottiglie di grappe e distillati. Un lavoro certosino che il poliedrico enologo, gastronomo, divulgatore, giornalista, scrittore, che pure fu assistente negli anni giovanili alla cattedra di Filosofia, sviluppò lungo un intenso percorso di decenni di studio e applicazione.
Fu lui stesso a scegliere materiali e logistica della cantina.
Anche ora, a oltre sette anni dalla sua scomparsa, dopo un altrettanto rigoroso lavoro di catalogazione da parte di Arturo Rota, suo appassionato allievo, s’intuisce il metodo e la ricerca sui quali si basa la raccolta.
Tutt’ora, l’opera dell’uomo che ha saputo raccontare il vino in modo unico e impareggiabile, continua a risultare utile all’italico comparto enologico. Ancora oggi quelle bottiglie servono per studiare, capire, approfondire. Rendendo onore non solo alla determinazione e al metodo del grande Gino, ma anche ai produttori capaci e attenti delle decine di territori vocati, delle migliaia di cantine che sanno regalare emozioni a ogni sorso.
Un rigore, una capacità di approfondimento che sarebbe utile recuperare, per conferire ulteriore valore a un settore di grande rilievo e potenzialità anche in termini di prodotto interno lordo e di export. Un settore che troppe volte registra invadenti autocelebrazioni e patetici provincialismi da parte di produttori e realtà che tentano di rappresentarli. E che, in un gioco di specchi malefico, vede agitarsi una nutrita schiera di presunti critici e opinionisti di scarsa preparazione.
Adriano Baffelli

Tagged , , , , ,

Related Posts

Leave a reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Iscriviti alla Newsletter

I tuoi dati non saranno ceduti a terzi (Privacy D. Lgs. 196/2003) e potrai cancellare l'iscrizione quando vorrai con un semplice click.

Officina Enoica

Casa Veronelli costituisce la prosecuzione naturale del sito Veronelli, online dal 1997, per mantenere viva la memoria di Luigi Veronelli e raccontare l'immenso patrimonio gastronomico "del paese più bello del mondo".
Rubriche per immagini
  • “Vivere frizzante”
  • Quando i panini sono buoni…
  • Sulla patata di Martinengo
  • “Vieni in Italia con me”. Di Massimo Bottura
  • Guida Vinibuoni d’Italia 2015. Dedicata a Veronelli
  • Guida al vino critico 2015. Di Officina Enoica