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Il Vino della Pace compie trent’anni

gennaio 15, 2013 by Gian Arturo Rota in Attualità, Eventi with 2 Comments

Ho partecipato – giovedì 10 gennaio, al Visconti Palace Hotel di Milano – alla serata (fervida di umanità e simpatia, l’apice raggiunto con la testimonianza di Toni Capuozzo, inviato di guerra) del trentennale de Il Vino della Pace.
Che cos’è il Vino della Pace?
E’ un vino realizzato con vitigni “provenienti da ogni paese ove la vite alligna e rallegra l’uomo con il suo generoso liquore”, prodotto nella terra di Cormons, dalla Cooperativa Produttori, nella cosiddetta Vigna del Mondo.
Una vigna in cui dimorano circa 800 vitigni (ma il numero sale di anno in anno) che, oltre a costituire “una delle più belle collezioni varietali del mondo intero”, dà un vino dalla fortissima carica simbolica, ovvero “affratellare gli uomini, proprio come le viti venute da ogni continente si affratellano nella vendemmia”.

Idea intelligente, potente, davvero ecumenica (la vigna come oikos, casa, di tutti), di cui è lucido ideatore Luigi Soini, direttore della Cantina.

Del 1985, la prima annata entrata in commercio (vitigni dimorati nel 1983).
Da allora, un cofanetto di tre bottiglie viene inviato, vendemmia dopo vendemmia, a ogni Capo di Stato – civile e religioso – quale augurio di concordia, unione, fratellanza, gioia tra le genti.
Un fatto che i grandi media mi pare tacciano o di cui poco, troppo poco, dicano. Eppure è di un’importanza tutt’altro che folcloristica.


(io e Giuseppe Soini, direttore commerciale della Cantina Produttori di Cormons, il 10 gennaio a Milano)

Ogni bottiglia porta l’etichetta di un artista e le parole di un poeta/scrittore, gli uni e gli altri di caratura internazionale, ciascuno a dare la propria lettura del vino della pace e, attraverso esso, del proprio essere e fare nel mondo.
Nell’annata 1995, l’etichetta (nella foto) è affidata ad Alberto Gianquinto, il testo a Gino Veronelli:


QUESTO VINO E’ UN VALORE REALE CHE CI DA’ L’IRREALE.

BEVILO CON LA TRANQUILLA COSCIENZA DELL’UOMO GIUSTO E TI ACCORGI:

LA VIGNA DI CORMONS E’ UN PORTO DELLA PACE.

Forse ancora più belle, le parole contenute nella lettera che Gino scrisse a Soini – 23 settembre 1996  – l’indomani della presentazione ufficiale dell’annata:

DA OGGI PROCLAMO E SOSTENGO ESSERE IL VINO DELLA PACE – IN QUESTI TEMPI TRISTI E CALAMITOSI – L’OPERA MIGLIORE PER PORTARE GENTE D’OGNI RAZZA E D’OGNI CULTURA A STRINGERSI LA MANO ED A VIVERE NEL PIENO RISPETTO CIVILE.

Parole tremendamente attuali, “profetiche“, ha sottolineato Bruno Pizzul – gran mattatore della bella celebrazione trentennale – dopo averle ascoltate.

Mi piace ricordare che Gino ha sempre sostenuto le idee intelligenti; per quelle intelligenti con risvolti sociali poi, sempre ha mostrato sensibilità, quando non partecipazione diretta. E invitava – quando partecipava – a “sfruttarne” l’immagine il più possibile.

Gian Arturo Rota

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2 Comments

  1. SILVANA BOGLIOLOgen 17, 2013 at 17:06Reply

    Il vino della Pace è un grande simbolo di fratellanza e di unione fra i popoli oltre ad essere il risultato del costante lavoro di un popolo che è tra i più laboriosi e tenaci: i friulani.

    • Gian Arturo Rotagen 17, 2013 at 17:24ReplyAuthor

      Parole sante!

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