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La follia della discarica a Falcognana – Divino Amore

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Appoggio incondizionatamente la protesta, attivata dal Presidio no discarica, contro l’idea della realizzazione della nuova discarica romana nel sito Falcognana – Divino Amore, nel cuore dell’agro romano e vicinissimo alla zona dei celeberrimi Castelli Romani.

La sola idea è un insulto a una cultura e a una storia territoriali millenarie e preziosissime.
Per non dire del danno irreparabile a tutte le produzioni agroalimentari locali e del pericolo per la salute dei cittadini.

Una follia che me ne ricorda una precedente: il progetto di una discarica tra le vigne di Montalcino (si, nel luogo più celebre d’Italia per il vino), 1990; progetto abbandonato per la tenace opposizione di un’intera popolazione (vignaioli in primis) e il leonino sostegno di Gino Veronelli (smosse non poco il suo articolo su L’Espresso del 24 giugno).
Che la resistenza romana sia altrettanto tenace, mi pare di leggerlo nel comunicato stampa, ricevuto da Marco Oreggia.
(Gian Arturo Rota)

Gli abitanti daranno filo da torcere alle istituzioni, opponendosi fortemente a questo incombente disastro.
Da difendere non c’è soltanto la popolazione, che vedrà cambiare in modo irreversibile il volto della campagna in cui ha scelto di vivere, ma anche e soprattutto i frutti di questo territorio, quelle eccellenze produttive che fanno parte del nostro patrimonio culturale e che, come tali, andrebbero tutelate.

 
L’Italia, secondo l’Unesco, è il paese che possiede il più grande patrimonio culturale del mondo.
E anche la nostra Costituzione prevede, tra i suoi principi, la tutela di questa immensa ricchezza.
Dunque, l’Italia è (oggi come in passato) meta artistica per eccellenza, capace, con la sua storia millenaria, di offrire ai visitatori capolavori di inestimabile valore.
Anche i prodotti agroalimentari costituiscono una testimonianza della storia e dell’identità territoriale nostre.
Fanno parte della nostra eredità culturale.
Sono beni unici, perché conservano dentro di sé l’odore, il sapore, la natura stessa del posto in cui sono nati.
Il cibo come messaggero privilegiato di una cultura e di un insieme di valori che sono strettamente congiunti con il territorio d’origine. Ed elemento chiave di un nuovo modo di vivere il tempo libero e di viaggiare.
Questa ricchezza è un’opportunità di sviluppo e una risorsa economica, un settore su cui puntare, anche come possibilità di lavoro.

Bene, si vuole distruggere tutto questo in una zona storica come quella dell’Agro Romano e dei Castelli Romani dove l’agricoltura e l’allevamento sono da sempre una tradizione e una risorsa. La nostra zona pullula di aziende agricole, per lo più a conduzione familiare, nelle quali si producono vino, olio, ortaggi o si alleva bestiame che ci regala carne, salumi e formaggi in grande varietà.
Un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Presidio No Discarica Divino Amore
nodiscaricadivinoamore@gmail.com
Marco Oreggia: 347 1858309

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3 Comments

  1. Andrea Gabbrielliago 16, 2013 at 16:37Reply

    Caro Arturo,
    per completezza dell’informazione a proposito della discarica di Falcognana ti invio il link del lancio Ansa con il comunicato della Regione nel quale si spiega con chiarezza che il sito è attivo – per i rifiuti percolosi – sin dal 2003. Presto vederemo a chi rimarrà il cerino acceso in mano. Una cosa è certa, i Romani pagheranno l’inerzia, l’incapacità, l’ignavia di chi in questi anni – l’ex sindaco Alemanno in primis che ora invece protesta – non ha fatto nulla per evitare alla città questa ennesima ferita. Comunque è evidente che a nessuno piace avere una discarica, seppur con tutte le garanzie tecniche, sotto casa. Eppure i rifiuti li produciamo tutti.

  2. Gian Arturo Rotaago 16, 2013 at 18:35ReplyAuthor

    Caro Andrea,

    grazie della segnalazione, anche se, ahimè, risulta essere un’aggravante. E certo, posizione contro era da prendere ben prima d’ora.
    Vero che servono anche le discariche e che tutti le vorremmo non sotto casa. Tuttavia, converrai vi sono luoghi che – sul piano della bellezza naturale, dell’importanza ambientale e del valore produttivo – dovrebbero essere preservati più di altri. Come l’agro romano.
    La non pericolosità, o non tossicità, non può essere la sola discriminante giustificativa per la realizzazione della discarica, quando ve ne sono – per storia, tradizione, nomea, prestigio, attrazione turistica – altre ben più valevoli per la non costruzione.
    “Fatto nulla per evitare”: consueta, troppo, constatazione di una pessima consuetudine italiana.

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