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La necessità delle De.Co. Sempre di più

settembre 2, 2013 by Gian Arturo Rota in Attualità, Miscellanea with 0 Comments

percoche
L’amico Roberto De Donno mi gira lo scambio mail tra lui e Alessandro Sagliocca, pugliese, nativo di Canosa, sul tema De.Co. (denominazioni comunali, di cui Roberto è tra i maggiori conoscitori). Proprio loro, le bistrattate De.Co., la cui necessità sempre più di continuo sento venir invocata, nonostante le opposizioni ancora in essere.
Pubblico lo scambio perché reputo sia un’importante testimonianza sul ruolo che anche i singoli cittadini possono avere nella salvaguardia dei valori di una comunità, nel caso i prodotti della terra.
Ruolo di stimolo, va da sé, per gli amministratori che si sono presi l’impegno, con l’elezione, di proteggere ed esaltare la comunità (terra) che rappresentano.

“Illustre signor Roberto,
qualche giorno fa ho terminato la lettura del libro Bianco rosso e Veronelli, che mi ha portato a delle riflessioni sul grande patrimonio agricolo e culturale del luogo in cui sono nato e sul perchè le idee innovative di Veronelli non sono mai state prese in considerazione nonostante l’estrema necessità di valorizzare il territorio.
Riflessioni che mi hanno portato a scrivere una lettera al comune di Canosa:

Salve, scrivo dopo aver letto un libro di Veronelli dove si parla molto delle denominazioni comunali.
Immagino che il comune sia al corrente che si possono creare queste denominazioni relative alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari locali e giacimenti gastronomici degni di valorizzazione.
Mi domando come mai non siano mai state istituite delle De.Co sui vari prodotti del territorio canosino, come ad esempio le pesche percoche.

Ci tengo a ricordare che oggi c’è una legge costituzionale pubblicata sulla gazzeta uficiale il 24/10/2001 che passa la legislatura e la possibilità di modifica della legislazione, in agricoltura, dritto nelle mani del comune.
Prego che questa mia lettera venga recapitata al sindaco di Canosa, in modo tale da offrire uno spunto propositivo inerente alle molteplici agevolazioni economiche di cui potrebbero usufruire i contadini e la popolazione stessa.”

E De Donno in risposta:
Buongiorno a Lei Alessandro,
Quello che Lei ha scritto e come si è comportato, lo condivido in toto!
Il mio Amico e Maestro Gino Veronelli sarebbe entusiasta di quello che ha fatto, lui lo faceva sempre e a tutti i livelli, ministri compresi.
Mi tenga aggiornato dell’evoluzione e ritenga a disposizione www.infodeco.it  a sua disposizione. A presto

Un solo punto correggo al signor Alessandro, che ringrazio molto anch’io: non è esatto affermare che lei idee innovative di Veronelli non sono mai state prese in considerazione; molto contrastate si, perché intelligenti, lungimiranti e a favore del bene del paese tutto; poi attuate in tempi (troppo) lunghi, ma attuate.
Le De.Co.sembravano avere identico destino, ma – anche se sono passati 15 anni dal giorno dell’annuncio – v’è stata sin dall’inizio, insieme alla dura opposizione dei poteri centrali, una mobilitazione massiccia, consapevole e resistente alle meschine accuse di illegittimità, di chi – sindaci in primis – ne aveva compresa la giustezza e appunto, la necessità, per ragioni di storia, tradizione, opportunità, economia anche.

Gian Arturo Rota

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