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Le De.Co. non sono un marchio!

ottobre 22, 2014 by Gian Arturo Rota in Attualità, Miscellanea with 2 Comments

alici
Negli ultimi giorni, ho letto vari articoli che trattano di De.Co. (denominazioni comunali).
In particolare, di nuove delibere, o pareri favorevoli, per l’adozione della certificazione d’origine veronelliana.
Mi riferisco ad Amatrice (per gli spaghetti all’amatriciana, per gli gnocchi ricci, ma anche di alcune varietà di patate o di mele, miele, formaggio, farro, carne), a Siracusa (per prodotti della pasticceria, dell’artigianato e della cucina), a Pecorara (per il tartufo e la patata).
Bene da un lato. Il numero dei comuni italiani a De.Co. continua a salire.
Male dall’altro. Cresce anche il numero di male interpretazioni (non corrette, travisate) dell’idea Veronelliana originaria.
In tutti e tre i casi citati, si parla di marchio. Nulla di più sbagliato. Le De.Co. non sono un marchio, tantomeno di qualità, bensì una certificazione d’origine semplice, ottenibile da una delibera che non richiede iter burocratici complessi nè disciplinari di produzione, ma solo l’atto di responsabilità di un sindaco e della sua giunta, di garantire la provenienza del/i prodotto/i dalla propria terra e di attribuirne, incontestabilmente, l’identità.

Ho vissuto, e condiviso, con Veronelli, concepimento, nascita, progresso e tentativi, tanti, di affossamento della rivoluzionaria intuizione delle De.Co. Ne conosco la storia nelle pieghe più intime.
Chi ci marcia?

Gian Arturo Rota

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2 Comments

  1. whois directoryott 23, 2014 at 05:57Reply

    Credo che il Signor Gian Arturo Rota sia mal informato sulla Denominazione Comunale di Amatrice. E dico malinformato perché è chiaro che scrive e giudica il De. Co. di Amatrice per sentito dire o per trafiletti di stampa di qualche pennivendolo/a del reatino. Tranquillizzo il Signor Rota, stia sereno, il Regolamento dice esplicitamente che non è un marchio di qualità, ..anzi, a leggerlo bene vedrà che il Regolamento è ‘pari pari’ quello adottato da centinaia di comuni italiani, …anzi è stato ripreso proprio dai comuni del vicentino. Per quanto riguarda poi il Marchio, ci si riferisce al fatto che l’Amministrazione Comunale ha registrato all’Ufficio Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico il Marchio (logotipo+pittogramma) rappresentativo della DE.CO. di Amatrice. Magari prima di scrivere un articolo che ‘critica’ l’azione amministrativa di un Comune, che ha una immagine e brand da tutelare (e che siamo disposti a tutelare in ogni sede!), poteva fare una telefonata/intervista/colloquio a chiunque dell’Amministrazione Comunale. Almeno verificare le notizie, concedere un contraddittorio …. Quindi, sono io che chiedo a Lei Signor Rota, chi ci marcia? Non certo il Comune di Amatrice, stia certo !!!!! (Patrizia Catenacci – Consigliere Comunale di Amatrice)

    • whois directoryott 23, 2014 at 06:45ReplyAuthor

      Il problema, gentile signora Catenacci, è per l’appunto che le de.co. sono state interpretate “da centinaia di comuni italiani” come un marchio. NON LO SONO, sono una certificazione d’origine semplice, che ha nella delibera comunale la massima espressione burocratica, se si vuole restare fedeli all’idea originaria di Veronelli. Nessun riferimento specifico all’amministrazione di Amatrice (mi spiace d’averla indotta a pensarlo), o a qualsiasi altra.
      L’opposizione feroce che le De.Co. hanno per tanti anni subito, e che ancora subiscono, è stata tale da architettare e mettere in atto una campagna di vero e proprio boicottaggio e da generare gran confusione. Si è voluto far credere che Veronelli volesse contrapporsi alle denominazioni esistenti.
      Nulla di tutto ciò. Veronelli, partendo dal basso – dal comune – ha dato gran fastidio a chi voleva continuare a gestire le cose dall’alto. Ecco perchè la mia è domanda non retorica e non so davvero chi ci marcia. La ringrazio della pronta risposta e delle rassicurazioni; come vede, ha possibilità piena, qui e su Facebook, del contraddittorio.

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