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Nel calendario di Caffè River, la Toscana

novembre 18, 2013 by Gian Arturo Rota in Attualità, Miscellanea with 0 Comments

collinavigneti
Mi piace l’idea del nuovo calendario di Caffè River, firmato dal fotografo Giovanni Santi.
Vi sono rappresentati la Toscana e i suoi paesaggi più evocativi e incantaocchi, con un lirismo molto concreto.
Caffè River, in Arezzo dal 1958, non è solo un luogo di/per caffè (e affini); per usare un’espressione tanto in voga, è un sistema olistico (materia prima-relazioni-strumenti-sociale-idee-mercato), carta vincente – pare – della nuova economia.
Torno al calendario e alle sue immagini, con le parole degli antropologi Pietro Clemente e Paolo De Simonis:

“Ci vuole molto pensiero a fare un paesaggio. E anche tanti sguardi diversi.
Quello di Ambrogio Lorenzetti, dipingendo il Buon Governo, pensò di vedere nella campagna attorno a Siena un mondo di regole e ordine che donava benessere alla città  tramite l’agricoltura. Lorenzetti proiettava valori ed emozioni su colline, filari e poderi: come per secoli avrebbero continuato a fare viaggiatori, pittori, letterati e fotografi…

Tutti sguardi colti e lungimiranti, provenienti da fuori e dall’alto: chini invece su terra non propria gli sguardi dei contadini che il paesaggio lo costruivano ogni giorno con le loro mani ma non lo chiamavano così e soprattutto non lo rappresentavano su carte o tele che ancora ci orientano: quando infatti vediamo oggi uno scorcio di Toscana, e lo apprezziamo, è perché lo pensiamo come una forma e un ordine del mondo e della vita che abbiamo già incontrato grazie ai Macchiaioli e a Rosai, a Carducci, Pascoli, Tozzi, Papini, Luzi….

contadino
Giovanni Santi segue le tracce di questa lunga vicenda che ci ha aiutato a pensare il paesaggio e ce lo porge allo sguardo perché lo vediamo, nel senso che guardiamo ma anche comprendiamo.
Ci invita a proseguire oltre il quadro, o l’inquadratura, per ritrovare più ampie cornici di senso.
Alternando campi lunghi e primi piani di persone, coltivazioni e credenze, le foto ci vincolano a non dimenticare la centralità delle azioni minute di uomini autori e custodi di una terra che pareva giardino ai viaggiatori del Grand Tour e che oggi conosce nuove interpretazioni.
La montagna, le castagne, i grandi alberi,  il lavoro degli orti che perpetuano antichi saperi contadini, la vendemmia, gli ulivi… La Toscana, anche nell’immaginario globale della sua eccellenza di luoghi e di spazi, nella location della pubblicità, resta una regione contadina…”

paesino

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