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Panettone Day. In finale 6 pasticceri bergamaschi

settembre 25, 2015 by Gian Arturo Rota in Attualità, Miscellanea with 0 Comments

adrianoanastasio

 

Provoca un effetto d’orgoglio che la provincia di Bergamo abbia registrato il più alto numero di partecipanti – 6 su 25, da tutt’Italia – alla finale del concorso Panettone Day (preparazioni artigianali, tradizionali e no, del dolce nazionale per antonomasia, ma anche preparazione di un lievitato al cioccolato).
Lo fa effetto, nonostante la più che buona tradizione dell’offerta di pasticceria bergamasca. Sono:
Bontà del Grano – Scanzorosciate (BG)
Croissanteria La Rocca – Cologno al Serio (BG)
Fratelli Marchesi – Bergamo (BG)
Panificio Artigianale F.lli Gamba - Bergamo (BG)
Pasticceria Adriano – Seriate (BG)
Voglia di Pane - Nembro (BG)

Alla finale milaneseil 19 settembre, giudici Gino Fabbri, Iginio Massari, Mara Nocilla, Davide Paolini e Maurizio Santin - è giunto secondo Adriano Anastasio della pasticceria, nata “solo” due anni fa, Adriano.
Adriano è l’unico tra l’altro, che conosco bene di persona.
Alle spalle lunga gavetta, iniziata nel 1989 e progressivamente arricchita, e avvalorata, da corsi sia nazionali sia oltralpe, investimento per imparare il più possibile.
Di qui, il privilegio di entrare in contatto con i grandi nomi della pasticceria internazionale e di posizionarsi su livelli d’impegno, di osservazione e di studio elevati. Indubbio il vantaggio, in termini di consapevolezza di sè e di crescita professionale. Tanto da spingerlo, decisione mai facile, a “mettersi in proprio”, per lui un coronamento.

E’ anche stato coinvolto nel gruppo di lavoro (11 pasticcieri) che ha creato il “M’Oro”, nuovo dolce simbolo di Bergamo, dalla forma a mattoncino che richiama quella delle pietre squadrate delle medievali mura cittadine.
E’ composto da farina di nocciole, farina di mais e farina; aggiunta di cioccolato fondente e al centro leggero strato di pasta mandorla, unito a un cuore di pasta gianduia, con leggera nota di rhum.

L’elogio va ad Adriano in primis, ma nondimeno a tutto il movimento provinciale, l’uno e gli altri protagonisti di una gratificante affermazione.

Gian Arturo Rota

 

 

 

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