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Piazza Luigi Veronelli a Bergamo. La cerimonia

febbraio 3, 2014 by Gian Arturo Rota in Attualità, Miscellanea with 0 Comments

piazzaluigiveronelli
Franco Tentorio e Lucia Veronelli svelano il riquadro dell’intestazione.

 

Passeggiare le mura, le vie, i colli, riacquistare ad ogni posa del piede la serenità.
Bergamo: città senza uguali per le opere d’arte e per i luoghi di riposante ghiottornia
Luigi Veronelli

Il 31 gennaio, come anticipato il giorno stesso con un post veloce, è nata Piazza Luigi Veronelli.
Cerimonia semplice, breve, sentita. E interventi non retorici.

Ha parlato per il primo il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio:

sindacotentorio
Dedicare una piazzetta a Luigi Veronelli, a quasi dieci anni dalla sua morte, è un avvenimento significativo per la città…
Veronelli amava non solo Bergamo, ma l’idea stessa della città storica, il luogo fisico dove la cultura umana aveva lasciato quei segni profondi che lui studiava e difendeva contro la banalizzazione della nostra contemporaneità:
il cibo, il vino, la letteratura…

Veronelli si impegnò anche personalmente nella difesa di aspetti particolari della città che rischiavano di sparire, come quando venne deciso di tagliare una serie di alberi, in Colle Aperto, risultati malati.
Con altri cittadini, fece esaminare le piante da un fitopatologo triestino che negò la malattia ed indicò le cure da adottare: le piante rimasero dov’erano, vennero curate ed ancora oggi fanno ombra alle persone…
Questa sensibilità che potremmo definire “ambientalista anzi tempo” (agli inizi degli anni 70) e la sua attenzione a quegli elementi portanti di una civiltà come sono i vini e i cibi, ed il suo attaccamento all’ambiente e alla storia della nostra città che con la sua attività televisiva Veronelli fece conoscere sempre meglio in tutta Italia, ne fanno un cittadino eccellente.

Parola poi a Enrico Rota, Presidente del Consorzio Tutela Vini Valcalepio:

enricorota

Quanto ha fatto Veronelli per tutta la viticoltura italiana (e non solo la viticoltura), di cui io rappresento la parte di terra bergamasca? Due aspetti voglio sottolineare:
1, ha puntato tutto sull’espressione del carattere del singolo produttore e giunto persino a far comprendere che il vino può variare anche in ogni bottiglia (dando vita così a un nuovo modo di interpretare la viticoltura e perciò il vino);
2, le sue battaglie, tante e tante, a favore della civiltà contadina e della sua affermazione, contro le previsioni di un inimmaginabile annullamento
.
Da bergamachi siamo felici che la nostra città abbia per prima pensato di ricordare e tenere in vita la sua memoria (quest’ultimo tra l’altro, è un processo costante che implica un impegno delle persone) con un semplice ma significativo atto, come quello di dedicargli il nome di una piazza. E mi auguro che l’esempio sia emulato anche da altri comuni.

Giuliano Pellegrini, patron del ristorante Lio Pellegrini, ha espresso un pensiero a nome dei ristoratori:

giulianopellegrini

Amore e serenità i suoi messaggi. Amore per la terra ed i suoi frutti! Serenità data dal piacere che a tavola, se sapientemente valorizzati, essi sanno trasmettere! Un vero filo d’oro lega ancora oggi i ristoranti – di passione – a colui che definì “Bergamo Capitale della cultura gastronomica”.
Tra gli intenti di unire sotto un’unica insegna chiamata INGRUPPO alcuni tra i buoni ristoranti bergamaschi, c’è anche quello di avvalorare quel filo prezioso che, siamo certi, Gino avrebbe apprezzato!
Questa nuova piazza ci auguriamo permetta, al consumatore che voglia conoscere il pensiero veronelliano, di apprezzare colui che per primo ha saputo indicare l’alta qualità dei prodotti della nostra provincia, divulgato le eccellenze rese disponibili da operatori attenti e soprattutto da tutti coloro che ogni giorno lavorano anche per ricordare quei messaggi d’amore e serenità, per la terra e per la tavola, da lui indicati.

Ho chiuso io.

gianarturorota

La piazza, nuova nella toponomastica cittadina, riunisce in sè almeno tre elementi, anche per contrasti, di stretta matrice veronelliana:
1, un lato dà sul supermercato della catena Il Gigante; perchè proprio quella catena? Direi che, al di là del rifiuto per le produzioni di massa e standardizzate, Gino gigante è stato;
2, un altro su una macelleria, a rappresentare quell’artigianalità alimentare da lui tanto sostenuta e prediletta;
3, un altro, sul bar Gino’s, e Gino è il diminutivo con cui familiari e amici lo chiamavano.
E gli spazi non sono ancora stati assegnati del tutto…
Premessa un po’ d’ironia, Bergamo è sì la prima città italiana ad intestare una piazza a Luigi Veronelli. Ed è bello che sia prima, la città in cui lui ha scelto, a 44 anni, di andare a vivere, che tanto ha camminato e di cui ha descritto ogni possibile sfumatura. Per cronologia, è la terza intestazione (in Graziano Visconti la prima, in Fivizzano la seconda).
Certo, oggi accade un fatto significativo. L’attribuzione della piazza ci richiama alla responsabilità di un mantenimento della memoria sempre più attento e “programmatico”. Di qui, con il consenso della famiglia, la nascita del Comitato decennale Luigi Veronelli, che ha il preciso proposito di valorizzarne la figura e storicizzarne pensiero e opera.

Gian Arturo Rota

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