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Slow Food e la campagna Ne abbiamo le tasche Ripiene!

febbraio 28, 2013 by Gian Arturo Rota in Attualità, Miscellanea with 0 Comments


L’ultimo, avvilente, scandalo sui cibi (le paste ripiene commercializzate con carne equina non dichiarata in etichetta).
Il nostro è un mondo che ha bisogno di verità, chiarezza, trasparenza.
Se non ho capito male, il giro d’affari della malagastronomia è di 60 milioni, o miliardi?, di euro (dati della Coldiretti).
Perchè il punto sta qui: siamo di fronte ad una ennesima frode, e chi è reo di accidia sia indagato e, accertata la responsabilità, colpito. Mi auguro la magistratura andrà fino in fondo e bastoni secondo gli strumenti a disposizione.
Da parte mia pochi moralismi e riflessioni su chilometro zero, filiera corta et similia, temi comunque importanti ai fini della sicurezza e della genuinità, ma che qui non tiro in ballo, tanto sproporzionata è la distanza tra i due mondi.
Mi piace ricordare l’aforisma di Schopenhauer - “La salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente” – e sulla scorta di questa sottile ma tragica verità, sottoscrivere, la condivido in pieno la campagna slowfoodiana
Ne abbiamo le taschie Ripiene! 
(Gian Arturo Rota)

Dal 1 al 17 marzo, 90 ristoranti da Nord a Sud
dicono basta agli scandali alimentari raccontando la vera cucina italiana

È la campagna lanciata da Slow Food e da decine di osti e ristoratori italiani per dire basta agli scandali alimentari e riaffermare la vera cucina italiana.
Da venerdì 1 a domenica 17 marzo nei ristoranti che hanno aderito (90 ad oggi) si potrà assaggiare almeno un primo piatto della grande tradizione italiana delle paste ripiene
Lasagne, timballi e tortellini rappresentano l’autentica, onesta e sincera cucina di territorio, che parla di gesti antichi e valorizza il lavoro di migliaia di piccoli produttori che operano con il solo obiettivo della qualità massima.
Su http://goo.gl/cU25F l’elenco regione per regione, e i piatti proposti, dei ristoranti che hanno aderito ad oggi, il piatto in degustazione e la ricetta che gli osti generosamente condividono con chi vuole ripeterla a casa propria.

«La vicenda della pasta ripiena contenente carne di cavallo non dichiarata in etichetta rappresenta l’ennesimo grave scandalo prodotto dal sistema iper industrializzato di produzione del cibo», denuncia Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia.
«Sui media di tutta Europa sta passando l’immagine di piatti che sono patrimonio delle multinazionali, piatti che è meglio evitare perché di dubbia composizione e qualità. Invece stiamo parlando di alcuni capisaldi della cucina regionale italiana, pezzi della nostra identità e della cultura materiale del nostro Paese!
Dobbiamo ritornare ai fondamentali: dire cosa è un vero tortellino, raccontare come si fa, con le mani e la passione, descriverne gli ingredienti»
.

L’invito che Slow Food rivolge a tutti gli italiani per riappropriarsi del proprio modello alimentare è quello di tornare all’origine delle proprie tradizioni gastronomiche, riprendendosi il piacere di osservare il cuoco all’opera con le paste fresche e ripiene.
Dal Nord al Sud i cuochi intratterranno i propri commensali raccontando gli ingredienti scelti, la loro origine e il nome dei fornitori; sveleranno i segreti della ricetta e mostreranno in sala i gesti che rendono possibili queste preparazioni.
Altro che la triste immagine dei preparati industriali finiti nell’occhio del ciclone.
Nelle osterie e nei ristoranti il vero brand della gastronomia italiana sono le facce e le mani degli chef!


Ufficio Stampa Slow Food

Via della Mendicità Istruita, 14
BRA (Cn), Italia
Tel +39 0172 419666

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