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Umberto Giraudo e il “Grand Prix de l’Art de la salle”

settembre 28, 2012 by Gian Arturo Rota in Attualità, Eventi with 0 Comments


Chi mi segue sa che, per la rubrica Attualità, scrivo solo di avvenimenti che stanno per accadere (per quelli accaduti, nel caso di approfondimenti, e relativi commenti con i navigatori, su specifici argomenti).
Oggi faccio una eccezione, e con grande gioia: Umberto Giraudo, Restaurant Manager de La Pergola del Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotels & Resorts di Roma, ha vinto il premio mondiale  “Grand Prix de l’Art de la Salle 2012”, attribuito dall’Acadèmie Internationale de la Gastronomie.
L’Acadèmie è un organo mica da ridere, che racchiude le principali 27 nazioni nella gastronomia e ogni anno assegna 4 Grand Prix internazionali con un unico vincitore scelto tra i candidati dei singoli Paesi per ciascuna categoria.

Due le ragioni della mia eccezione:
1, personale: conosco Umberto da anni, ha una sensibilità umano-professionale e una fedeltà al servizio come pochi, e io, più di una volta visto all’opera, una stima altissima in lui;
2, il fatto è di notevole importanza: essere riconosciuto “campione mondiale” dell’art de la salle costituisce un prestigio, per lui e per l’intera categoria italiana dei maîtres, che ci deve ricordare – ma, ahimè, lo ricordiamo troppo poco – avere l’Italia invidiabili storia e tradizione in questo ambito. Cito due nomi storici su tutti: Luigi Carnacina e Angelo Pozzi.
Umberto, oltretutto, è giovane (ultra, ma non molto, quarantenne); ciò avvalora ancor di più il riconoscimento e ci dice che può fare e dare (farà e darà, ne sono certo) ancora di più.

Ecco la motivazione dell’onorificenza, per voce di Giovanni Ballarini, Presidente dell’Accademia Nazionale della Cucina: ‘Umberto Giraudo ha ricevuto questo prestigioso riconoscimento per la sua eccezionale preparazione tecnica, per le sue capacità di accoglienza e di servizio, e per la perfetta armonia con tutto lo staff del rinomato ristorante romano (La Pergola, n.d.r.), primo fra tutti lo chef Heinz Beck’. Il Grand Prix,  infatti, è un riconoscimento non solo alla persona, ma anche alla struttura: solo un grande ristorante può rendere grande il suo maître di sala, così come un ottimo direttore è nulla senza una grande orchestra”.

La mia gioia, tra l’altro, è ancor più grande se penso che nel 2007, lo stesso Umberto ha vinto, nella categoria Miglior Maître, il Premio Luigi Veronelli. (Gian Arturo Rota)

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