Casa Veronelli

Attualità

L’oste della bon’ora, il libro su veronelli e la certosa di trisulti

febbraio 18, 2013 by Gian Arturo Rota in Attualità, Miscellanea with 0 Comments



A inizio febbraio, sono tornato in due luoghi, per ragioni diverse, a me molto cari.
In ordine cronologico:

Grottaferrata (Roma). Qui è l’Osteria della Bon’ora, in via Vittorio Veneto (www.lostedellabonora.com)
L’oste (con me nella foto) è Massimo Pulicati, esuberante, “caciarone” (sennò, che oste sarebbe?), d’una simpatia che non ha possibilità di definizione.
Accanto a lui, moglie Marisa, dolcissima, misurata, ma gran carattere (sennò, come potrebbe tenere a bada Massimo?), carattere che vien fuori anche nei piatti.


Devoti, lui e lei, a Gino Veronelli (e a Gigetto Carnacina, il maestro di Veronelli quanto a cucina).
Così che hanno voluto, fortissimamente voluto, organizzare insieme a me e a casa loro, una serata ricordo su Gino e di presentazione del mio (e di Nichi Stefi) libro su di lui: Luigi Veronelli – La vita è troppo corta per bere vini cattivi.
Una serata allegra, vivace, fuori dagli schemi, tenuta insieme da una carica umana tale d’aver fatto quella che si dice la differenza; sì, perché l’andamento delle “cose” che accadono dipende sempre dall’indirizzo che le persone ad esso vogliono dare. Noi abbiamo puntato sull’autenticità di racconti e significati, di esperienze e valori.

E’ stata la prima presentazione del libro “a tavola”, e parlare di Gino mentre si beve e si mangia è l’omaggio – a lui, cantore per antonomasia della cultura materiale – più “sacro” gli si possa fare.

Marisa non s’è risparmiata. Mi piace citare, su tutti, due piatti: zuppa di fagioli con olive di Gaeta e schiacciata romana; rigatoni con coda alla vaccinara, (la coda di una morbidezza e di una suadenza d’antan) e guancia di vitello brasata al vino rosso, piatto, tra quelli proposti, dedicato appunto a Gino.


Ciociaria.
E’ il 50% del mio sangue, per parte di madre, qui ho trascorso parte dei tempi d’infanzia e d’adolescenza. Marisa e Massimo, il giorno dopo m’hanno fatto un gran bel regalo: siamo saliti insieme a Collepardo, per visitare la Certosa di Trisulti (fondazione nell’XI secolo, struttura attuale del XIIImo, più aggiunte successive), nell’alta Ciociaria, quella che confina con l’Abruzzo. In cima a un colle, punto mediano tra terra e cielo, dove si “vive con dolcezza e si attende con pazienza”. Le foto dicono meglio di qualunque mia parola.

                           

Ne spendo invece, sui prodotti della “fabbrica/farmacia” (ambienti mozzafiato, e per gli affreschi e per gli oggetti antichi): il miele, le caramelle balsamiche, la crema al cioccolato (al latte e fondente), i liquori.
Prodotti buoni, certo, ma ancor più autenticamente genuini.
Chi non la conoscesse e si trovasse in quella terra, non perda la sosta.

Gian Arturo Rota

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tagged , , , , , , ,

Related Posts

Leave a reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Iscriviti alla Newsletter

I tuoi dati non saranno ceduti a terzi (Privacy D. Lgs. 196/2003) e potrai cancellare l'iscrizione quando vorrai con un semplice click.

Officina Enoica

Casa Veronelli costituisce la prosecuzione naturale del sito Veronelli, online dal 1997, per mantenere viva la memoria di Luigi Veronelli e raccontare l'immenso patrimonio gastronomico "del paese più bello del mondo".
Rubriche per immagini
  • “Vivere frizzante”
  • Quando i panini sono buoni…
  • Sulla patata di Martinengo
  • “Vieni in Italia con me”. Di Massimo Bottura
  • Guida Vinibuoni d’Italia 2015. Dedicata a Veronelli
  • Guida al vino critico 2015. Di Officina Enoica