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Vendemmia 2012: la voce dei vignaioli FIVI

Ricevo da Laura Sbalchiero, pr di lunga esperienza, i dati regione per regione – una panoramica in verità – sulla nuova vendemmia, forniti dai produttori della FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (mi fa effetto la sigla; nulla da dire sulla Federazione e sull’elevata serietà degli associati; mi spiace solo che, nel nostro paese in particolare, sia necessario dichiarare “per costituzione” un modus vivendi che dovrebbe essere, come dire, “per natura” in chiunque voglia operare bene e con onestà, nel rispetto del consumatore e delle regole di mercato).
Quanto alle informazioni in sè, emerge che quasi tutti i territori sono accomunati da fattori quali il caldo torrido, una riduzione delle quantità e l’importanza delle condizioni meteo – la necessità di precipitazioni – delle prossime due settimane. Solo allora, sarà possibile un definitivo bilancio, positivo o negativo. Certo, un’annata curiosa, soprattutto per comprendere ancor più a fondo sia la reazione delle viti al costante aumento delle temperature sia la riflessione dell’uomo sulle possibilità di adattamento (Gian Arturo Rota)


SUD ITALIA

Già in vendemmia la Sicilia. Nino Barraco di Marsala, esprime timori per lo stress idrico delle viti, provate da una primavera asciutta e dal caldo anche nelle ore notturne. L’assenza di escursioni termiche e la mancanza di rugiada hanno portato le uve, se pur sane e di discreta qualità, ad una “disidratazione” che ha obbligato ad anticipare la raccolta.
Situazione completamente diversa in Sardegna. Alessandro Dettori di Badde Nigolosu (SS), spiega come le vigne, pur senza pioggia da maggio, siano in buono stato grazie al terreno che ha rilasciato l’elevata umidità accumulata in inverno.
Da Cirò Marina (KR) Francesco De Franco, Avita, sottolinea le grandi differenze fra il versante tirrenico e quello ionico della Calabria; il secondo molto più secco, con i vigneti di collina esposti a sud in stress idrico; anticipo della vendemmia di circa venti giorni.
In Basilicata, l’aglianico del Vulture mostra grappoli di piccole dimensioni con conseguente calo delle rese e vendemmia anticipata, si apprende dall’az. agr. Musto Carmelitano di Maschito (PZ).
Campania, da Pietracupa informano che la situazione per il Fiano di Avellino ricalca quella degli ultimi anni, con un rallentamento nella maturazione (tornerebbe nella norma, però, dovesse piovere).
In Puglia, Lisa Gilbee, az. agr. Morella di Manduria (TA), è moderatamente soddisfatta per le viti di primitivo e di negroamaro, vere “macchine da caldo”, in buone condizioni anche grazie alla riserva idrica conservatasi nel terreno.
La vendemmia del Primitivo, iniziata a metà di agosto, procede con una riduzione delle quantità del 20-30%, perché le viti non portano ad invaiatura tutti i grappoli, laddove il carico fosse eccessivo per le possibilità della pianta.

ITALIA CENTRALE
Il Lazio ha visto, spiegano dall’az. agr. La Visciola nel Frosinate, grandinate all’inizio di agosto e siccità che al momento crea problemi solo alle vigne più giovani.
Per l’Abruzzo e perl’Umbria, Sofia Pepe, az. agr. Pepe di Torano Nuovo, e Massimiliano Caburazzi, az. agr. Antonelli di Montefalco, evidenziano rispettivamente la sofferenza delle vigne per l’ondata di caldo ma, nel primo caso una pioggia caduta a luglio ha regalato uve molto belle, nel secondo i terreni argillosi cedono la pochissima umidità residua evitando così il blocco della maturazione. La vendemmia sarà anticipata di una decina di giorni e le quantità ridotte del 20-30%.
Marche. Alessandro Bonci, La Marca di San Michele di Cupramontana nell’anconetano, conferma che le viti di verdicchio sono in stress idrico e che l’uva si è praticamente “asciugata” per il caldo torrido; vendemmia anticipata di molto se non pioverà.
 Per Paolo Beretta, az. Fiorano (Ascoli Piceno), la situazione nella parte meridionale della regione è migliore, la siccità si sente ma qualche pioggia e una gestione accorta della parte fogliare hanno contenuto i danni.
In Toscana, Luca Orsini de Le Cinciole, Panzano in Chianti (FI), esprime moderata preoccupazione per le viti in stress idrico e con fotosintesi ridotta, che rallentano la maturazione. Il sangiovese è varietà tardiva, ma quest’anno non prima di fine settembre, però. 
Preoccupato anche Luca Martini, Fattoria San Giusto a Rentennano, Gaiole in Chianti (SI): i terreni composti per lo più di sabbia e ciottoli non hanno trattenuto umidità sufficiente a compensare la siccità e, in assenza di precipitazioni sostanziose nei prossimi giorni, la maturazione dell’uva si arresterà del tutto.
Per l’Emilia Romagna, Gian Paolo Isabella di Podere Il Saliceto, nel modenese, parla di differenza fra collina e pianura; chi è riuscito a portare dell’acqua con irrigazioni di soccorso al momento dell’invaiatura ha potuto alleviare un po’ la sofferenza delle piante. In generale si prevede un calo nelle quantità che in alcune zone potrebbe toccare il 50%.

NORD ITALIA
Per la Liguria, dichiara Andrea Khilgren di Santa Caterina, Sarzana (SP), stress idrico per le viti e rallentamento nella maturazione dell’uva, fenomeni che però non portano ad un anticipo significativo della vendemmia.
In Piemonte, per Paolo Saracco di Castiglione Tinella, nel cuneese, l’annata del moscato prometteva molto bene, ma per l’ultimo forte colpo di calore le uve sono in piena maturazione e la raccolta si è dovuta anticipare. Sergio Germano, Serralunga d’Alba, sottolinea che l’Alta Langa ha goduto per tutto luglio di benefici temporali, con bel respiro per le piante: uve sane e nebbiolo da Barolo con acini turgidi. Vendemmia anticipata per la maturazione leggermente in ritardo.
Lombardia. Primi bilanci dopo la vendemmia delle basi spumante, iniziata a metà di agosto. Giulia Cavalleri di Erbusco (BS), parla di una riduzione delle quantità, in alcune zone fino al 40%, dovuta anche ad attacchi di oidio; vendemmia difficile per i vigneti anziani (hanno retto bene la siccità), mentre i più giovani, non del tutto equilibrati, hanno sofferto.
In Veneto, ad ovest, la Valpolicella saluta un’annata che per i rossi promette bene, come dice Alessandro Castellani, Ca’ La Bionda: precipitazioni adeguate (anche se con episodi di grandine), viti non sofferenti e maturazione buona; certi sia il calo delle quantità che altissimo contenuto zuccherino, con preoccupazione per l’eccesso di alcol. Ad est, Andrea Miotto, nel Prosecco Superiore, sottolinea la difficoltà di gestire i vigneti di collina data l’impossibilità di irrigare; le viti, pur abituate a stress idrico, in seria difficoltà se non piove a breve; raccolta prevista in anticipo.
Il Friuli denuncia un’annata assai difficile, spiega Kristian Keber di Cormons (GO). Le viti sono in forte stress, su quelle giovani l’uva si è già seccata, in generale la maturazione si è fermata; si preannuncia un calo delle quantità sino al 50%.
In Alto Adige, racconta Ignaz Niedrist di Cornaiano, vendemmia nella norma, con inizio nella seconda settimana di settembre; la produzione dovrebbe subire un leggero calo, in parte dovuto a fenomeni di colatura. Da sottolineare invece gli attacchi aggressivi di peronospora fino ai luoghi del Lago di Caldaro.
Per il Trentino, Mario Pojer ricorda che già da maggio si sono attivate le difese e che le frequenti precipitazioni di giugno e luglio hanno favorito malattie, peronospora in primis. Il calo delle quantità è sicuro, 20% circa, a causa della povertà di acini per grappolo (- 20%) e anche di fenomeni violenti di grandine. Vendemmia delle basi spumante iniziata in anticipo.
Infine, la Val d’Aosta, in cui i vignaioli, dice Vincent Grosjean, Presidente dell’Associazione Viticulteur Encaveur, sono sereni per la presenza di uve molto belle e sane; le molte piogge cadute da maggio a luglio hanno permesso una maturazione ottimale. La raccolta delle varietà precoci come il pinot grigio, inizia a breve, in anticipo sulla norma.

Per ulteriori informazioni:
laurasbalchiero@gmail.com
mob. 347 9769267

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