Casa Veronelli

Luigi Veronelli

Per molti anni ci siamo fatti compagnia…

Quando stavo con Lui, poco importava dove si fosse, il ricordo del luogo o dell’evento svaniva sopraffatto ogni volta, lasciando spazio alle nostre discussioni, alle nostre (soprattutto sue) parole.

Tantissimi i ricordi, forti, indelebili dentro di me.
11 febbraio 1999, ci rechiamo in uno dei più “antichi” Rotary Italiani, a Novara. L’occasione: una “relazione a quattro mani” sulla cultura del cibo del vino e suo rapporto con ecologia e salute nella società moderna. Un evento organizzato da me al quale probabilmente Gino avrebbe fatto volentieri a meno.
Promettimi che torneremo presto, è stagione di nebbie, eppoi i miei occhi devono riposare”
.
Non mi diceva mai di no, non sapeva dire no al suo medico personale, sapeva della mia lealtà. Anche quella sera mantenni la mia promessa e poco dopo la mezzanotte varcava la soglia di casa di via Sudorno.
Era felice che tutto fosse andato per il verso giusto: “Ero preoccupato, non tanto per la tua relazione, sono anni che parliamo a quattro mani, quanto per le domande che ti potevano rivolgere, sai quelli sono dei volponi!”.

Io capivo pienamente la fortuna ed il privilegio che la mia professione mi aveva regalato, e che anche quella volta Gino aveva voluto esserci, per me ma anche per Lui, per sempre meglio conoscere ed incrementare quella che definiva “la nostra totale complicità”, sin dal 1985, anno in cui mi chiese di seguirlo.

Ricordo i congressi medico-scientifici ai quali l’ho invitato e dove è sempre, con grande curiosità ed umiltà, intervenuto. Come sempre fra i primi ad intuire, se non il primo, credeva nel rapporto benefico-positivo fra vino e salute: con i dovuti parametri, anche questa volta non si sbagliava.
Ricordo la nostra ultima vera cena, mi portò in uno di quei locali che tanto gli piacevano,che lo facevano sentire vicino alla gente, alla terra che Lui tanto amava.
Avremmo potuto sederci al tavolo di un suo Sole, di un Vertice di ogni guida, ed invece eccoci a Ripalta Cremasca dai fratelli Fagioli, in un locale dove il tempo sembrava essersi fermato: l’Osteria Via Vai.

Gino ha riesumato Palazzeschi quando il 9 dicembre 1992 mi dedicava queste parole su una sua introvabile storica guida edita da Rizzoli: “Mauro ha trovato – da un libraio provvido e improvvido – questa mia prima Guida. Ve l’ha condotto il filo vero dell’amicizia. Ricordi, in Palazzeschi?: «L’amicizia, questo filo d’oro dato agli uomini per legarsi assieme»”.

Mauro Defendente Febbrari, personal medico di Veronelli per 20 anni e amico confidente

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