Casa Veronelli

Luigi Veronelli

Una guida che “nasce dalla rabbia…

Dall’introduzione a Gli Oli di Veronelli

… A un buon olivicoltore il proprio olio costa già 13000 lire all’uscita del frantoio e prima dell’imbottigliamento.
Nei supermercati sono in vendita bottiglie di olio extravergine a molto meno della metà.
Una frode? Certo una frode voluta dalle multinazionali e consentita da politici ignoranti o corrotti.
Una frode che sottrae alla nostra agricoltura e alla nostra economia molti miliardi al giorno.

Giornalista-contadino, i prodotti della terra erano e sono il mio solo argomento. Ho dato maggior spazio al vino – che è il canto della terra verso il cielo – perchè mi affascinava; avrebbe affascinato anche i lettori.
Quando iniziai a scriverne, 1956, il mercato era dominio di una decina, poco più, di aziende vinicole: ritiravano le uve dai vignaioli – assioma: i contadini non sanno vinificare – facevano pocciacchere bianche, rosse e cerasuole, e le vendevano con “la marca”. Venisse valutato – il vino – per il prestigio della Casa e non per la sua reale qualità. L’Italia enologica, nei confronti di Francia, era meno, molto meno che di serie B.

Il contrario per l’olio. Le poche produzioni artigianali d’olio d’oliva franto – meglio ancora “affiorato” – giunto sulla tavola degli esperti d’ogni luogo del mondo, ha stabilito – son anni ed anni – essere il nostro olio d’oliva di frantoio – per ragioni di terra, clima e uomini – di gran lunga il migliore. Senza possibilità alcuna di contestazione e di dubbio.
Com’è allora che la produzione oliandola è in crisi?

le multinazionali alimentari: acquistano le olive, quasi sempre pessime, di tutto l’arco mediterraneo, le frangono alla brutto dio, correggono quel che n’esce con artifizi millanta se non con “la chimica”, lo mettono in bottiglia in uno stabilimento c’abbia fondamenta italiane – che so, a Casalpusterlengo, a San Pietro Vernotico, ad Imperia – oplà, ecco negli scaffali: l’olio italiano.
Prezzo? Metà della metà del costo di un olio prodotto con olive, davvero italiane.

… Un’opera – nota bene – che nasce dalla rabbia e non, come era avvenuto per ogni altra mia, dall’amore. Bene intesi: di madre ligure e vissuto a lungo nel Centro, nel Meridione e nelle Isole adoro l’olio; lo assaggio da sempre con la massima attenzione… Rabbia contro gli infami – pochi, pochissimi -raccolti in stretta cerchia nelle cosidette multinazionali solo intesi ad acquisire potere e a spartirsi danaro.
E nel 2000  tentano di stabilire una schiavitù addirittura peggiore che nei tempi più bui.
Ho scelto l’olio di oliva di frantoio – anziché i frutti, le verdure, gli altri prodotti primi o appena manufatti della terra – perché nessun altro alimento é più aggredito dalla protervia “multinazionale”.

In conseguenza della priorità terragna gli uomini si sono accorti dell’esigenza di scelte rigorose e naturali, sempre confermate dai valori della scienza. L’olio di oliva di frantoio eccelle su tutti i grassi disponibili negli usi di cucina e di nutrizione per la sua naturalità. Ripeto, l’olio d’oliva di frantoio, inteso – come va inteso – quale liquido ottenuto dalla sola frangitura delle olive, italiano, se franto da olive italiane.
Le multinazionali, in ogni luogo del mondo,e soprattutto in Italia, madre elettiva per qualità e quantità dell’olio di oliva di frantoio, hanno operato con estrema determinazione e violenza, così da avocare a sé un mercato da cui dovrebbero essere – proprio per la loro marchia industriale – avulsi ed espulsi. Ci sono riusciti con l’autorità orrorifica del potere e del danaro. Hanno imposto – col diabolico operare di anno in anno per anni – infami leggi ai vari stati produttori e poi alla Comunità Europea…

Luigi Veronelli

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