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Ristorante Flipot: un orgoglio per Torre Pellice

febbraio 5, 2012 by Gian Arturo Rota in Il Ristorante, Rubriche with 0 Comments


Scrivevo nella guida I Ristoranti di Veronelli 2009:

“Il Flipòt non sarà più “il” Flipòt, quello che abbiamo conosciuto e tanto amato. Gisella e Walter Eynard, hanno fatto scelta radicale, che non si risolve soltanto nella semplice apertura su prenotazione… diventa un salotto da riservare e riservato a gruppi di amici appassionati e curiosi, che vogliono ritrovarsi per continuare, o intraprendere per la prima volta, il viaggio tra le voci di un menu legato alle materie prime, alle tradizioni della cucina delle valli valdesi, alla valorizzazione delle cucine delle “minoranze”, che occupano un posto di così grande rilievo nel patrimonio gastronomico della nostra penisola.”

Il Flipòt, quello che abbiamo conosciuto e tanto amato, è rinato. Gisella e Walter si sino rigenerati; come gli antichi ebrei nel periodo sabbatico, hanno “lasciato riposare la terra” nella prospettiva di una nuova fertilità.
Così ci sono ritornato. Intatte la familiarità e la misura del locale (ricordo: una cascina d’impianto settecentesco), nonchè l’armoniosità del verde attorno, quasi un abbraccio beatificante. Premurosi, attenti, appassionati loro, sempre; liberi ora dal doppio impegno (la trattoria la crouta, al centro del paese, data in gestione) e forti della consapevolezza di sé e di una quiete interiore quasi impressa sui volti, ma con voglia tutta giovane di stare, fare e dare cucina (solo da riprendere – ma non credo faranno fatica – mano e ritmi da ristorante).

Del mio pranzo, voglio citare, anche perché piatto che memorerò a lungo, le rane; le hanno portate – fortunaccia mia – la mattina stessa e Walter le ha preparate in padella, con olio, aglio e prezzemolo: carnose, quasi sensuali, uno sballo! E che buono, poi – non piatto, un “corredo” – il burro di casa aromatizzato alla maggiorana.
Infine, mi piace ricordare di Walter e Gisella, anche la “promozione” dei vini, a fianco di quello conosciutissimo, di un Piemonte sconosciuto, di enclavi dove operano persone di una vivacità e una volontà di preservazione ammirevoli.
Ecco il Blanc de Lissant di Le Marie da Barge, o il Finisidum delle famiglie Camuso e Gasca dal pinerolese, vini genuini, sinceri, portatori di storie.

Corso Antonio Gramsci 17, Torre Pellice (TO), Tel. 0121/91236
Chiusura: lunedì e martedì
www.flipot.com
 

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