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Trento: una locanda d’incanto nel vigneto Margon

gennaio 18, 2012 by Gian Arturo Rota in Il Ristorante, Rubriche with 0 Comments

Anzitutto la bellezza – che dico, l’incanto – del luogo: percorri nel verde la salita che porta a Margon, la località che dà nome a tre “soggetti”: l’emozionante – per posizione, progettazione, colpo d’occhio e tesori – villa rinascimentale (gli affreschi lasciano, per pulizia e fluidità del tratto, a bocca aperta); l’azienda trentina di vini fermi; la locanda-ristorante. Proprietà tutte della famiglia, famiglia princeps, Lunelli.
La locanda – più in basso rispetto alla villa e su un pianoro, da cui superbo panorama sui monti attorno e sulla città – è avvolta dai vigneti, quasi protetta, tanto che non si svela subito; lo stile è di campagnola eleganza, interni moderni e di essenziale finezza, una veranda esterna che più “antistress” non si può.

Vi lavora Alfio Ghezzi, origini trentine, passato da docente e cuoco tout court dal 2003: apprendistato a Londra, poi da Ettore Bocchia, da Gualtiero Marchesi, infine da Andrea Berton. Mica male come cammino di formazione.
Dopodiche l’incontro/confronto con i Lunelli, la reciproca stima, la comunanza di propositi.
Persona piacevole, coi piedi per terra e cuoco di valore, Alfio “doma” la materia per ricavarne e riproporne l’essenza, sia per concezione (il tipo di preparazione più consono) sia per costruzione (l’equilibrio tra gli ingredienti) sia nella percezione (il riconoscimento dei gusti).
Niente piroette, né funambolismi, semmai qualche (meditata) sperimentazione; la sua è cucina concreta, per quanto moderna (dovrei dire contemporanea), di territorio o creatività.

Dei piatti assaggiati, cito il canederlo di fregula, vongole e consommé di… stagione (a me è capitato di pomodoro), riuscitissima combinazione tra due capisaldi delle tradizioni sarda e trentina; il battuto di manzo, patate croccanti, anguria alla griglia (d’estate) e lattuga di mare, per le “geometrie”, la croccantezza (data dalla battuta a coltello che evita la dispersione dei succhi della carne) e la vivacità minerale della lattuga; entrambe le preparazioni sono esemplari dei concetti sopra esposti. Curioso, poi, il macaron come una pizza, per il contrasto dolce/salato, non così facile da ottenere nella piccola pasticceria.
N.B. Doverosa annotazione sulla proposta dei vini: sarebbe “comodo” far trovare solo quelli di casa Lunelli; intelligente quindi, l’allargamento a bottiglie foreste (anche storiche), ben scelte.

Via Ponte di Ravina 15, Trento
, tel. 0461/349401
Chiusura: domenica sera e martedì

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