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Rubriche

Afragola: babà, sfogliatelle, gnoccolata…

febbraio 29, 2012 by Gian Arturo Rota in L'Artigiano, Rubriche with 4 Comments

Avevamo, io e moglie, promesso a nostra figlia che, di rientro da un viaggio a Napoli, le avremmo portato, lei golosissima, dei babà.
Quando in macchina per il viaggio di ritorno, l’improvviso, “tragico” flash. Tornare a casa senza, non si può.
Siamo già in autostrada, ormai fuori città ma, fortuna nostra, ancora in terra napoletana; usciamo così al primo casello utile, Afragola/Acerra, troveremo di certo una pasticceria!
Avevamo con noi una copia della veronelliana Guida all’Italia piacevole – Campania (Garzanti, 1968). Veloci a leggere la scheda su Afragola, incrociamo le dita e… la pasticceria c’è, si chiama Migliore (dal cognome dei proprietari). Decidiamo, con qualche eccitazione, di andare a cercarla.

Giunti al paese, a circa metà d’una via scorgiamo proprio l’insegna Migliore (non badiamo di contro alle vetrine, oscurate). Allora esiste ancora: “Osanna” a Veronelli!
Parcheggiamo, raggiungiamo la palazzina e… un negozio di elettrodomestici. No!, sorpresa e sconforto.
Che si fa? Entriamo comunque, ci accolgono moglie e marito, raccontiamo loro l’antefatto e chiediamo notizie.
Siamo noi“, rispondono un po’ divertiti, “la pasticceria esiste ancora, è in altra via ma più conosciuta come Arancia Blu; a dirla tutta, ne abbiamo tre, una a Casoria e una a Roma. Questo negozio è la seconda attività di famiglia“.
A quel punto mostriamo loro la guida e la citazione:

«vanta sue rusticane sfogliatelle e, soprattutto per San Giuseppe, le zeppole».

Non ne sapevano nulla, leggono, sono felici assai, tengono in mano il volume quasi fosse un reliquiario, non lo mollano più. Siamo tutti e quattro increduli, di più: frastornati; ci guardiamo, ridiamo anche.
A quel punto, ci accompagnano loro in pasticceria; quando entriamo, mostrano subito ai collaboratori la guida e la citazione, con un orgoglio sconfinato. Emozionante la scena, decidiamo di regalar loro la copia…
Guardiamo il banco dei dolci. Compriamo, “d’obbligo”, le sfogliatelle, ancora “rusticane” (sfogliatelle nella versione riccia ovvero a forma di conchiglia) e i babà (questi a onor del vero, un loro omaggio), di medie dimensioni, delicati e “autorevoli” a un tempo, bagnati il giusto e fragranti; qualche rococò (aromatici e ben croccanti come nelle aspettative), più frutta martorana e un panettone (né l’una né l’altro nella loro tradizione, ma entrambi accettabili). Le zeppole non ci sono, non è periodo.

Stiamo per salutarci e tengono a dirci che anche l’altro luogo in guida esiste ancora: alla Gnoccolata; è scritto:

«un antro, sotto la divertita attenzione di un nugolo di bambini. Irene, proprietaria, cucina e fa figliuoli…altra sua specialità, logico, gli gnocchi con la mozzarella».

Possiamo non farci un salto? Ancora loro ad accompagnarci.
Non molto più di un antro, oggi; è sia trattoria sia asporto; per gli gnocchi in primis (alle patate), ma anche per altri piatti della cucina napoletana; noi compriamo gli gnocchi, appena impastati (si riveleranno ben resistenti al viaggio; al palato, sodi, consistenti, ad esaltare il condimento).

Sembrano fatti surreali. Ripartiamo, con il pensiero che talvolta accadono perché “devono” accadere e che la vita è sorprendente.

Pasticceria Migliore, via Dario Fiore 123, tel. 081/8521586
Alla Gnoccolata, via Sant’Antonio 28/30

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4 Comments

  1. Francescoott 13, 2012 at 14:55Reply

    1. Quando sei ad Afragola non sei «fuori città», ma in un’altra città.

    2. L’uscita Afragola – Acerra andando verso nord lungo l’A1 non è la prima uscita. C’è prima Casoria – Avellino (se hai imboccato l’autostrada da San Giovanni anziché dalla tangenziale, c’è anche Napoli centro direzionale).

    3. Afragola e Acerra non sono in terra napoletana, se per «napoletano» intendi partenopeo, dato che sono due comuni a parte (Acerra è peraltro una città più antica di Napoli di svariati secoli).
    Se poi per napoletano intendi ciò che si è inteso dal 1130 sino al Fascismo, allora è equivalente a quello che oggi si dice «meridionale», dato che l’Italia meridionale è stata dal 1130 al 1860 uno stato indipendente che si chiamava Regno di Napoli, poi Regno delle due Sicilie (in cui l’aggettivo “napoletano”, o meglio “napolitano”, era usato per riferirsi alla parrte continentale del territorio dello Stato). Una volta che questo fu annesso al Regno di Sardegna, poi ribattezzato Regno d’Italia, questo ha avuto l’abiitudine di chiamare la parte meridionale «province napolitane del Regno» sino, appunto, al Fascismno, che ha inventato i compartimenti statistici per punti cardinali.

    4. Ad Afragola non c’è una sola pasticceria, logico. Ce ne sono decine, forse centinaia. Migliore cui fa riferimento la guida è quella di piazza Belvedere, che oggi non c’è più (o meglio è stata ceduta a terzi) e che comunque già da anni non era più una pasticceria ma solo una caffetteria (bar). L’arancia blu non è particolarmente rinomata per i dolci. Molto più famosa è Russo (due sedi, una, storica, in corso Meridionale e l’altra in via Amendola), che però a me non piace molto. Eccellenti Giuseppe Esposito (ha cambiato sede e non saprei dove è adesso), Brillante (in viale San Francesco), La dolce voglia (in via San Marco, nel quartiere Casavico, meglio noto come Casuobbeche). Sulle vecchie guide sicuramente si troveranno Giuseppe Ciaramella e Rocco Ciaramella: non esiste più nessuna delle due (però gli attuali proprietari dell’antica pasticceria Ciaramella hanno mantenuto l’insegna).
    Gli attuali eredi della famiglia Migliore non potevano sapere nulla di quella guida: sono tutti nati dopo il 1969.

    5. Le sfogliatelle ricce non sono a forma di conchiglia… ma non posso dire a forma di cosa sono :D

    6. Ad Afragola si dovrebbero assaggiare i taralli, specialità tipica locale (più da panificio che da pasticceria).

    7. Mai sentito che la Gnoccolata faccia gnocchi di patate. Gli gnocchi afragolesi – e ho mangiato tante volte quelli della Gnoccolata – che io sappia sono fatti solo di acqua e farina.

    8. Il numero civico dell’Arancia blu è vecchio. Non so quale sia il nuovo, ma questo mi puzza di vecchio. Non appena passo da quelle parti (abito in un’altra parte della città, a circa 5 km) vi segnalo il nuovo numero civico (anzi i nuovi, dato che ha più ingressi).

    9. Viale Sant’Antonio, non via Sant’Antonio.

    • Gian Arturo Rotaott 15, 2012 at 10:33ReplyAuthor

      1, in effetti, diciamo così per qualunque luogo; il capoluogo è una cosa, la provincia un’altra;
      2, infatti, non la prima ho scritto, la prima utile rispetto alla nostra posizione;
      3, per napoletano, in terra, o provincia, napoletana. Grazie però, per l’excursus storico
      4, certo! Ma che più di quarant’anni dopo abbiamo incontrato i proprietari d’un tempo (ti assicuro: nati prima del 1969), sebbene in un luogo diverso, è di grande evocazione. Memorizzo gli altri nominativi, comunque.
      5, non ho trovato “migliore” riferimento…
      6, certo, i taralli, ma non solo di Afragola
      7, mi sa che questo è un mio errore…
      8/9, visto, oltre che letto sulla carta della confezione, ove mi pare di ricordare anche via. In ogni caso, prendo atto.

      Commento finale: quanto vorrei avere lettori tutti così puntuali…

  2. Francescoott 20, 2012 at 02:26Reply

    1. Per qualunque provincia (non qualunque luogo), il capoluogo è un comune della provincia alpari di tutti gli altri. L’unica differenza è che ne è sede.

    2. Ok, allora non venivi da Napoli.

    3. Sbagliato.

    4. Saranno nati prima del 1969, ma magari erano bambini quando uscì la guida e non ne sapevano niente.

    5. Cerca in Rete.

    6. I taralli che dico io sonO SOLO di Afragola. Non mi riferisco ai taralli sugna e pepe, ma a dei taralli che noi chiamiamo «taralli» e basta, senza ulteriori specificazioni, e che sono dolci. In Rete li trovi come taralli frolli, ma è un modo di descriverli. Si chiamano solo taralli.

    8. Per quanto concerne l’incarto della pasticceria, sarà vecchio.

    9. VIALE Sant’Antonio. Sono nato in una strada adiacente; vuoi che non lo sappia? Se non mi credi, guarda sulle mappe. Più avanti, dopo la curva, c’è la via vecchia Sant’Antonio.

  3. Gian Arturo Rotaott 20, 2012 at 09:13ReplyAuthor

    1, ok
    3, ok
    5, intendevo per mia espressione…
    6, ok; mi spiace di non averli trovati
    8, sarà
    9, d’accordo, d’accordo…

    Grazie ancora.

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