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Guinzano: un emozionante agriturismo a Gubbio, “in culo ai lupi”

febbraio 13, 2012 by Gian Arturo Rota in Il Ristorante, Rubriche with 0 Comments

Uscito dalla E45, Gubbio – intatta, emozionante – è sulla tua sinistra, sulle pendici del Monte Ingino.
La lasci poi alle tue spalle e scendi la statale verso Perugia; incontri deviazione, sulla destra, per località Santa Cristina; circa 8 chilometri, a maggioranza di strada sterrata (ricorda l’indicazione Casa del Diavolo), e arrivi – letterale – in fondo. Ove finisce, è l’agriturismo Guinzano, e fa effetto quando te ne rendi conto che non c’è nulla oltre, una sorta di intimo piacere.

La casa è in collina, 16 ettari di verde (boschi, olivi) e campi coltivati (cereali, orti, tartufaia); allevati anche animali da cortile (polli in primis), ovini e suini. A riceverti, Daniela e Stefano, bresciani d’origine. Statale lei, chimico lui, qui trasferitisi dopo esservi “passati” giocoforza (non questa infatti era la meta) per vacanza. Cambio di vita, una trasformazione, seppur agricoltori, mi sa, lo fossero già nell’animo.
Inutile dire che sei in un agriturismo vero: certo per lo stile di vita, per i prodotti, per ciò che mangi, ecc., ma soprattutto perché veri sono loro e vero, per conseguenza, è ciò che fanno e di cui tu fruisci. Quando sono arrivato mi hanno accolto alla maniera dei contadini, al lavoro, interrotto per i saluti e poi ripreso; la campagna non dà tregue.

Il posto è bello, sobrio, ben curato; suggestiva la veranda, “sulla” vallata.
Le camere sono sei, ciascuna ha singoli nome e arredi.
Nel ristorante, potrebbero anche starci una quarantina di coperti, ma si sono autoimposti il limite di 20 o poco più, perché danno un servizio migliore.
La cucina – ai fuochi sta Stefano – è quella che ti attendi: giocata in toto sulle materie prime aziendali e viciniori (hanno creato intelligente collaborazione – o rete, per usare un termine più moderno – con gli agricoltori dei luoghi), stagione per stagione; piatti della tradizione (anche bresciana, di tanto in tanto) e una misurata, sui condimenti e gli abbinamenti soprattutto, inventiva. Semplici, buoni, sani.
La prenotazione è necessaria, “anche perchè nulla viene preparato in anticipo”.

P.S. Se riesci, acquista, caserecci, il miele (sontuoso: le api sono stanziali e si nutrono di nettari locali, da flora spontanea) e le conserve (marmellate, composte, di frutta e verdura, anche insaporite con erbe selvatiche).

località Santa Cristina 53, Gubbio (PG)
Tel. 075920037 – 3482254701
www.guinzano.it

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