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Al Palazzino da Lucia: a Galliera Veneta come a casa

febbraio 27, 2012 by Gian Arturo Rota in Il Ristorante, Rubriche with 0 Comments


Nel linguaggio della psicologia, esiste la parola, quasi sconosciuta nella lingua italiana, resilienza.
Sottintende la capacità dell’individuo non solo di resistere di fronte alle avversità, anche di affrontarle – l’uomo ha risorse inimmaginabili, può semmai mancare la consapevolezza – e di ricostruirsi, nonostante le ferite della sofferenza.
Penso a Lucia Pavin, donna dolce ed energica a un tempo (è stata “Mamma dell’anno 1986”, premio della Fondazione don Gnocchi, di Milano), e la considero una delle persone più “relisienti” che conosca (ha perso tra l’altro, un figlio quando questi era ancora molto giovane, e per un genitore è il dramma peggiore): ha una forza d’animo e una determinazione nel guardare avanti davvero ammirevoli.

Il suo ristorante, Al Palazzino, in bella villa circondata da verde giardino e rigoglioso orto, è in terra di campagna e di fabbriche, sulla strada che porta nei luoghi del Grappa (a nord) e del trevigiano (ad est).
Un locale classico, di garbata eleganza e molto familiare (qui non è retorica affermare che sembra di entrare e stare in casa, tanto sentito lo spirito d’accoglienza; se non fosse, mai e poi mai Lucia lo avrebbe aggiunto nel nome del ristorante).
In cucina lei (dice di “essere nata con il mestolo in mano e che cucinare è l’arte dei sentimenti”, ha fatto apprendistato anche da alcuni mostri sacri quali Roger Vergé e Paul Bocuse) e, ai dolci, la figlia Nancy, che ha buona mano e instancabile dedizione (non si staccherebbe mai dal banco di lavoro).
Una cucina classico-tradizionale, sostanzialmente semplice.

Nei piatti, sono protagonisti gli animali da cortile (galline su tutti, orgogliosamente allevate da loro “allo stato brado”) e prodotti pressoché tutti dei luoghi attorno (dai salumi al burro alle verdure alle erbe), secondo stagione.
Tra le mie predilezioni: uovo in salsa di fegato e tartufo nero di Norcia; ravioli di cappone al radicchio trevigiano; faraona  ripiena alle erbe e al tartufo nero (valse a Lucia il sole veronelliano nell’edizione 2001 della nostra guida); i bolliti; le crostate (va detto che la frutta è delle loro piante e che con la stessa confezionano generose, glicemiche marmellate o conserve), la piccola pasticceria.
Meritano inoltre assaggio i salumi (soppressa, prosciutto e coppa), fatti in casa, e i formaggi (sia di vacca sia di pecora sia di capra) degli alpeggi Passo Brocon, Malcesine e Scrigno.

L’altro figlio di Lucia, Alessandro, che sta in sala, si occupa (bene) della cantina.

Via Roma 29, Galliera Veneta (Padova)
Tel. 049/5969224
Chiusura: martedì sera e mercoledì

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