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L’albero dei gelati a Seregno: gelateria coi fiocchi

febbraio 6, 2012 by Gian Arturo Rota in L'Artigiano, Rubriche with 0 Comments

 

Ne sono ghiottissimo, ma non ingordo; li assaporo come il Giacomo di Moravia, “lentamente, con diligenza”, perchè mi piace anche capirli, e ne assaggio quanti più posso, d’estate e d’inverno. Alterne le soddisfazioni, da che il gelato, al pari di tutti i prodotti artigianali, è tanto più buono quanto più rigorose le cure (freschezza e stagionalità degli ingredienti, giusti dosaggi e tempi di lavorazione) che gli si riserva.

Soddisfazione tra le massime ho avuto alla gelateria L’albero dei gelati, nel cuore della Brianza; folgorato dal “giardinetto” di sapori (non li cito, variano spesso), ma ancor più dai gelatai, la coppia (anche nella vita) Monia e Alessandro, più Fabio, fratello di Monia.

Monia e Fabio sono figli d’arte, sebbene non seguano per osmosi (film visto e rivisto) l’impronta familiare; prendono laurea e lavorano con soddisfazione in tutt’altri campi. Così che i genitori decidono, 2006, di lasciare, nell’apparente indifferenza di tutti: sembra la fine di una storia. Sembra.
La cessione dell’attività ben presto scuote («Ci accompagnava un senso di vuoto che prendeva allo stomaco»); il richiamo atavico affiora («Siamo innamorati del gelato; lo abbiamo prodotto per infiniti giorni, ogni giorno»).
I due giovani, più Alessandro (contagiato, anch’egli lascia il lavoro “sicuro”; diverrà il mastro gelataio) capiscono: «Non era possibile tagliare questo cordone».
Un anno più tardi riaprono, con unico precetto: un gelato in cui «di artificiale o di semilavorato nemmeno l’ombra, dai colori veri, dal sapore intenso che si scalda in bocca, con prodotti d’eccellenza, naturali, a filiera corta (anche in Brianza si può)».

Fare gelato è professione seria. Conoscere di ogni singolo ingrediente provenienza, metodo di coltivazione e trasformazione, per avere certezza della qualità; costruire relazioni con chi alleva o produce o coltiva e condividerne le preoccupazioni, per rendere partecipi anche i consumatori; aggiornarsi – non facile considerata la penuria di docenti competenti e indipendenti – per combattere l’approssimazione e affrancarsi da chi propone strade di più veloce remunerazione.

«Il gelato è la nostra vita. Il dolce più democratico che esista, raccoglie il favore dei bambini, degli adulti e degli anziani; crea ricordi nel vissuto di ciascuno, da cui si attinge con nostalgia, a volte. Ci consola quando qualcosa è andato male, ci gratifica quando è andato bene. E’ un processo virtuoso che ci porta a migliorarci, sempre. Perchè la ricerca è continua».

Due i punti vendita:
Via Volta 1, Cogliate (MB);
Via Santa Valeria 93, Seregno (MB)
www.alberodeigelati.it

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