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Le cucine etniche lungo i cinque continenti
Vittorio Castellani, credo sia un uomo (e un professionista) libero. Quantomeno da tabu, pregiudizi, condizionamenti.
Viaggia, assaggia, valuta, memorizza e porta tutto il suo bagaglio di conoscenze dentro la sua esperienza quotidiana sia di esperto di cucina che di organizzatore di eventi.
E’ tra i pochi ad avere una reale e robusta conoscenza dell’etnico, di cui conosce, paese per paese, le molteplici declinazioni e le interessanti implicazioni socio-culturali.
World food & ethnic cuisine è il cappello da cui muove e sviluppa la sua attività (giornalismo, docenza, consulenza) volta ad educarci su altri cibi, luoghi e culture.
Dove altri non sottintende una contrapposizione a quelli italiani, bensì una finestra su mondi che sin dall’antichità sono impastati con il nostro (si pensi all’uso delle spezie, tanto per fare un esempio tra i più comuni).
Contaminazione e convivenza. Due concetti che aiutano a diventare, una società, una società civile.
Il suo libro altro non è che il resoconto di anni di ricerche e apprendimenti, “un viaggio senza frontiere“, sulle cucine dei popoli del mondo, e l’invito a “introdurvi a cucine diverse attraverso la proposta di ricette semplici, alla portata di tutti, perché non è stato scritto (il libro, n.d.r.) per cuochi professionisti o chef, ma solo per chi ama cucinare“.
Nuvole di drago e granelli di cous cousRicette facili di un gastronomade senza frontiere
Avallardi Editore, 14,90€
www.vallardi.it
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